RESPONSABILITA': QUESTO E' L'INIZIO
27-01-2011
SIA FATTA GIUSTIZIA
AFFINCHE' NON PERISCA IL MONDO.
PRIMA VITTORIA SU RESPONSABILITA' DEI MAGISTRATI E CONCILIAZIONE
AFFINCHE' NON PERISCA IL MONDO. PRIMA VITTORIA SU RESPONSABILITA' DEI MAGISTRATI E CONCILIAZIONE
Non grande ma immensa la soddisfazione per Anna Massone presidente nazionale per la vera tutela dei consumatori VOGLIO VIVERE per il traguardo raggiunto sulla responsabilità dei magistrati e sulla conciliazione.
“Capisco la rabbia degli avvocati (collaboro e lavoro con loro tutti i giorni) ma dato che sto dalla parte dei cittadini non posso che esprimere grande soddisfazione in qualità di Presidente Nazionale di “VOGLIO VIVERE”.
Finalmente in Italia i cittadini potranno difendersi da soli senza essere obbligati a passare attraverso i legali spendendo migliaia e migliaia di euro oltre ad andare avanti con tempi biblici per ottenere giustizia.
Più dura la causa più costa pertanto interesse è quello di trascinarla per anni.
Se è invece il diretto interessato ad autodifendersi l’interesse sarà di chiuderla in tempi brevi.
Sempre più le persone che si rivolgevano a noi per dire che non credevano più nella giustizia e che si sarebbero fatte giustizia da soli.
Gli utenti ci chiedevano a gran voce di attivarci per far cancellare dalle aule dei Tribunali la frase
"LAL EGGE E' UGUALE PER TUTTI"
oppure farla modificare in
“LA LEGGE SI APPLICA A DISCREZIONE DEL GIUDICE E NON E' UGUALE PER TUTTI”
Sotto gli occhi di tutti che la giustizia in Italia non funziona o funziona molto male.
La legge viene interpretata a discrezione del giudice per cui per lo stesso identico reato uno viene condannato e l’altro assolto oppure uno viene risarcito e l’altro no o ancora tu passi sulle corsie gialle e vinci il ricorso invece al tuo amico, che ha fatto la stessa infrazione, viene rigettato e deve pure pagarsi le spese.
Questo non deve più accadere e quindi, ottenuto quanto chiesto per la responsabilità dei magistrati e per la conciliazione, continueremo a batterci affinché la legge non possa venire interpretata a piacere del giudice che mette mani sui documenti a seconda del suo modo personale di vedere le cose.
E poi…. troppi passaggi da un giudice all’altro, troppi rinvii, quasi sempre nessun ascolto delle parti e dei testimoni da parte del giudice.
Il cittadino deve sottostare a quello che scrive l’avvocato dopo averlo ascoltato spesso frettolosamente senza approfondire la situazione
L'avvocato scrive l'atto e lo deposita quindi viene fissata, a babbo morto, la data della prima udienza.
Ma quale udienza? Chi è stato in tribunale ha potuto toccare con mano che sembra di essere al mercato del pesce e non in un’aula di Tribunale a un’udienza.
Il giudice prende le carte, sente le poche parole dell'avvocato e, nel frastuono della stanza gremita di decine di avvocati, decide o rinvia.
Le parti non si ascoltano e le prove portate in giudizio troppo spesso non vengono neppure prese in considerazione; il giudice legge e basta e decide sulla base di quanto scritto dall’avvocato (quando legge….).
Dopo vari rinvii ed assurdi e costosi passaggi da un giudice all'altro si arriva infine alle memorie conclusionali.
L'ultimo deve fare la sentenza: ma come, se non ha neppure il tempo per leggere quanto sta nel faldone!
Figuriamoci come può riuscire a valutare, comparare, controllare: generalmente leggono le memorie conclusionali presentate delle parti (ossia un brevissimo riassunto) ed emettono sentenza sulla base di questo bignami.
E così vince la causa l’avvocato che è stato più bravo a scrivere o meglio che è stato più “azzeccagarbugli” confondendo coscientemente il giudice che, infatti, spaventandosi di fronte a quel caos incomprensibile di parole ed essendo necessario tempo e buona volontà per studiare seriamente la pratica, da ragione a chi non l’ha.
CONCLUDENDO VOGLIO VIVERE
dopo le prime due vittorie chiede ora pene anche per gli avvocati che non rispetteranno tali regole:
1) Obbligo di massima semplicità e chiarezza nella stesura degli atti da parte dei legali.
2) Vietare inutili giri di parole atti solo a confondere le idee al giudice.
3) Coloro che non si atterranno a tali semplici regole dovranno essere puniti con altissime sanzioni pecuniarie.
4) I giudici che non puniranno gli avvocati che non rispetteranno tali norme dovranno essere a loro volta sanzionati.
Fondamentale stabilire un principio importante: chi ha il dovere di controllare e non lo fa, o lo fa male o tardi, è corresponsabile dei danni prodotti ai cittadini.
Il coordinamento nazionale VOGLIO VIVERE conta circa 490.000 iscritti oltre migliaia di simpatizzanti (a livello nazionale).
E’ inserita nell’"Elenco Regionale delle Associazioni dei Consumatori" nel CRCU e fa parte della "Consulta Comunale delle associazioni dei consumatori" da marzo 2010.
Infostampa 010 5958259 www.vogliovivere.org (nuovo sito) www.vogliovivere.it (vecchio sito)
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