L'inchiesta si sta allargando a catena e gli occhi ora sono puntati sulla Capitaneria di Livorno, che gestisce il sistema AIS, l'apparecchiatura di controllo satellitare delle rotte nel Mediterraneo. Come mai questi sofisticati sistemi di monitoraggio della Guardia Costiera non avevano notato la strana velocità e le singolari manovre della Costa Concordia a ridosso di Giglio Porto? Proprio due giorni fa, a 7 miglia dal Giglio, una nave mercantile è rimasta ferma per oltre 10 minuti: la Capitaneria si è allarmata subito mobilitando una motovedetta e scoprendo che era in avaria. "Merito del sistema AIS", hanno spiegato. E allora la domanda nasce spontanea: come mai, 20 minuti dopo l'impatto della Concordia, sul brogliaccio, alle ore 22 venne scritto che il controllo AIS segnalava "traffico marittimo regolare" e che solo 12 minuti dopo la nave venne individuata sugli schermi, arenata sulle secche di punta Lazzeretto, dove avvenne lo sbarco? I magistrati hanno acquisito agli atti l'articolo pubblicato venerdì da "La Stampa" che raccontava proprio delle mancanze dei sistemi elettronici di ricognizione e di aprire un fascicolo dedicato alla questione. E venerdì pomeriggio esponenti del Comando Generale della Guardia Costiera si sono recati in Procura.
Intanto capitano di Fregata Gregorio De Falco, della capitaneria di Porto di Livorno è stato ascoltato questa mattina per tre ore dal procuratore Verusio, in merito ai momenti immediatamente successivi al naufragio, addentrandosi soprattutto sulla questione del sistema di rilevamento satellitare Ais. Nel 'brogliaccio' della capitaneria di porto di Livorno, infatti, il capo turno scrive alle ore 22 ''tutto regolare''. L'impatto della nave contro gli scogli era avvenuto 18 minuti prima, alle 21.42. Gli inquirenti stanno verificando il motivo per cui non ci sarebbero state segnalazioni sulla rotta anomala della Costa Concordia, anche se l'altro giorno il capitano di vascello Nerio Busdraghi, del comando generale delle capitanerie di porto, ha detto che l'operatore della Guardia costiera di Livorno quella sera notò qualcosa di anomalo nella rotta della nave e lo segnalò prontamente...........
L'inchiesta si sta allargando a catena e gli occhi ora sono puntati sulla Capitaneria di Livorno, che gestisce il sistema AIS, l'apparecchiatura di controllo satellitare delle rotte nel Mediterraneo. Come mai questi sofisticati sistemi di monitoraggio della Guardia Costiera non avevano notato la strana velocità e le singolari manovre della Costa Concordia a ridosso di Giglio Porto? Proprio due giorni fa, a 7 miglia dal Giglio, una nave mercantile è rimasta ferma per oltre 10 minuti: la Capitaneria si è allarmata subito mobilitando una motovedetta e scoprendo che era in avaria. "Merito del sistema AIS", hanno spiegato. E allora la domanda nasce spontanea: come mai, 20 minuti dopo l'impatto della Concordia, sul brogliaccio, alle ore 22 venne scritto che il controllo AIS segnalava "traffico marittimo regolare" e che solo 12 minuti dopo la nave venne individuata sugli schermi, arenata sulle secche di punta Lazzeretto, dove avvenne lo sbarco? I magistrati hanno acquisito agli atti l'articolo pubblicato venerdì da "La Stampa" che raccontava proprio delle mancanze dei sistemi elettronici di ricognizione e di aprire un fascicolo dedicato alla questione. E venerdì pomeriggio esponenti del Comando Generale della Guardia Costiera si sono recati in Procura.
Intanto capitano di Fregata Gregorio De Falco, della capitaneria di Porto di Livorno è stato ascoltato questa mattina per tre ore dal procuratore Verusio, in merito ai momenti immediatamente successivi al naufragio, addentrandosi soprattutto sulla questione del sistema di rilevamento satellitare Ais. Nel 'brogliaccio' della capitaneria di porto di Livorno, infatti, il capo turno scrive alle ore 22 ''tutto regolare''. L'impatto della nave contro gli scogli era avvenuto 18 minuti prima, alle 21.42. Gli inquirenti stanno verificando il motivo per cui non ci sarebbero state segnalazioni sulla rotta anomala della Costa Concordia, anche se l'altro giorno il capitano di vascello Nerio Busdraghi, del comando generale delle capitanerie di porto, ha detto che l'operatore della Guardia costiera di Livorno quella sera notò qualcosa di anomalo nella rotta della nave e lo segnalò prontamente...........