Storie di Viaggiatori “Turlupinati”!
| | Storie di Viaggiatori “Turlupinati”! |
| | Lo sfogo di un gruppo di amici al rientro dalle “vacanze”: “un incubo a occhi aperti!” |
Dopo aver ascoltato, con orecchi sognanti, il prolisso soliloquio del loro agente di viaggio, intessuto di aggettivi roboanti quali “fantastico”, “imperdibile”, “spaziale”, “grandioso”, “indimenticabile”, “favoloso” et similia, un gruppo di quattro giovani, aspiranti vacanzieri, aveva certamente pensato che la meta del loro viaggio fosse il Paradiso.
E come convincersi del contrario? Viaggio e Soggiorno all inclusive a Marsa Alam, ridente regione del Mar Rosso in Villaggio a cinque stelle attrezzatissimo e dotato dei più moderni confort.
Le loro auree aspettative hanno rapidamente perso la loro lucente patina, per lasciar posto a uno spesso strato di ruggine e malumore.
Infatti, appena rientrati a Genova, i nostri amici si sono immediatamente rivolti all’Associazione “Voglio Vivere” di Anna Massone, per raccontare tutti i particolari della loro infelice odissea in Terra d’Egitto: «Niente di quanto ci era stato garantito dal Tour Operator,tramite cui avevamo prenotato la nostra vacanza, è stato mantenuto - è la denuncia dei quattro malcapitati - e, di fatto, ci siamo ritrovati a fare i conti con un’organizzazione che si può eufemisticamente definire “inesistente”». «Scarafaggi nei bagni delle stanze da letto, personale maleducato e arrogante, discariche di rifiuti (e relativo olezzo) all’interno del Villaggio, servizio ristorazione da bettola di quart’ordine». «Bicchieri di plastica riciclati e rosicchiati, tovagliette di plastica al posto di normali tovaglie, aria condizionata costantemente fuori uso e, dulcis in fundo, cibo riciclato da precedenti pasti» - incalza uno dei ragazzi -. «Ci era stato detto che la spiaggia antistante il Villaggio offriva un comodo accesso all’Oceano, attraverso la barriera corallina – prosegue un altro – e che, per quella ragione, quel Villaggio era meta prediletta degli appassionati (quali noi tutti siamo) di “snorkeling”». «L’unica volta che abbiamo provato a raggiungere il mare attraverso il percorso che ci era stato suggerito – continua il giovane – siamo stati fortunati a portare a casa la pelle: il passaggio era troppo stretto e le onde rischiavano di farci cadere sui coralli taglienti come rasoi». «Abbiamo visto gente meno fortunata di noi - conclude il ragazzo - procurarsi, in quel modo, delle profonde ferite».
«La piscina era una specie di cloaca per la rottura di un filtro che non è mai stato riparato e l’animazione all’interno del Villaggio era costituita da un paio di persone di mezza età, goffe e impacciate. Le postazioni internet - concludono in coro i quattro amici - la cui esistenza ci era stata assicurata e che a noi servivano per importanti ragioni di lavoro, sono sempre state inservibili, per l’inefficienza del Tour Operator presente sul posto».
Ovviamente il catalogo su cui i ragazzi avevano scelto la meta del loro “mancato” svago prometteva ben altro.
L’Associazione per i diritti dei consumatori “Voglio Vivere”, guidata da Anna Massone, farà tutto quanto necessario per fare ottenere ai quattro compagni di disavventura il giusto risarcimento per il danno subito.
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