Commenti di pensionati
20-01-2010
| A BREVE VERRA' MODIFICATA LA COSTITUZIONE PERTANTO E' NECESSARIO PRESENTARE I RICORSI PRIMA CHE QUESTO AVVENGA AL FINE DI OTTENERE IL GIUSTO RICONOSCIMENTO |
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anna maria scrive: - gennaio 2010 alle 10:57
· Non ho parole!!!!!!!
Mentre le pensioni di reversibilità vengono “derubate” a famiglie che vivono uno stato disagiato da un punto di vista “sociale – umano – economico” dobbiamo ascoltare anche questa!!!!!!!
Vorrei comunicare a tutte le persone interessate che l’associazione consumatori VOGLIO VIVERE di Anna Massone che ha la sede nazionale a Genova ha accettato le richieste di chi subisce tutte le ingiustizie e le frodi che avvengono sulle pensioni in generale e su quelle di reversibilità in particolare, promuovendo un ricorso alla Corte Costituzionale il sito è http://www.vogliovivere.it di Anna Massone.
Per tutti a titolo informativo scrivo di seguito la lettera inviata il 15 settembre u.s all’On Carfagna e a tanti altri politici!!!! Ovviamente non ho ricevuto risposta!
Per chi mi vuole contattare…poichè l’unione fa la forza!
On.le Ministro Maria Rosaria Carfagna,
Mi chiamo Anna Maria C. ho 49 anni sono impiegata Inail, ho due figlie rispettivamente di 24 e 21 anni e sono vedova dal novembre 2001.
Non occorre essere esperti di economia domestica per immaginare che nella gestione di un bilancio familiare alimentato dal reddito di entrambi i coniugi, venendo all’improvviso a mancare uno dei due non è che il bilancio possa essere ridotto nella stessa misura: le spese di base che sono fondamentali nella conduzione di una famiglia ( la rata del mutuo, le spese di utenze, e le spese di conduzione generale di una famiglia) non vengono automaticamente ridotte, ma rimangono invariate, e ciò prescindendo da considerazioni umane sulle conseguenze della perdita di un padre e coniuge.
Solo in riferimento a quanto esposto ritengo che debba essere posta in forza la richiesta che la percentuale di reversibilità a160% dell’assegno pensionistico del defunto riconosciuto al coniuge sopravvissuto debba essere migliorata, portandola all’importo pieno del predetto assegno o quantomeno ad una percentuale più elevata, e questo perché la natura stessa della contribuzione che un accantonamento effettuato dal lavoratore per la propria pensione e il futuro della propria famiglia non sono contributi che vengono “decurtati”, ma sono obbligatori e versati dal lavoratore nella misura del 100%.
Ma rispetto a ciò che vorrei renderle più evidente, questo è un semplice dettaglio!
Nel mio caso specifico le rappresento quanto segue: dal gennaio 2009 mia figlia Francesca nata il 23/03/ 85 ha terminato gli studi e non percepisce più la sua quota (20%) di pensione.
Attualmente percepisce la quota parte mia figlia Federica nata i109/12/88 che studia ancora.
Faccio presente che io non ho diritto alle detrazioni per mia figlia poiché il suo reddito da pensione è di
€ 4 .526,47 ovvero è superiore alle 2.840,00 previste per averne diritto, pertanto non mi è possibile scaricare spese mediche e universitarie che riguardano le ragazze.
Quando Federica finirà gli studi non percepirà più alcuna quota di pensione e in base a quanto previsto dalla legge 335, 8 agosto 95 , la mia quota di pensione sarà sottoposta a ricalcolo con decurtazione del 50% (sul lordo) in base alla tabella f della legge sopraindicata, per effetto del cumulo con il reddito da lavoro dipendente.
Vorrei però farle notare che riferimento a quanto disposto dall’art 19 del decreto legge 112 del 25 giugno 2008 il cumulo dei redditi non è più in vigore per coloro che percepiscono una pensione diretta, e pur con quaranta anni di contribuzione continuano a lavorare, mentre resta in vigore per quelli che percepiscono una pensione indiretta!!!!! Questo in barba all’art. 3 della costituzione che mi piace citare: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e 1′eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.
Credevo che anche la mia famiglia fosse tale! Ma non è cosi, siamo trattati come dei single e non come famiglia!
Le faccio presente che già tante associazioni (non ultima – il melograno- del forum delle famiglie) e movimenti vedovili hanno fatto richieste ben specifiche rispetto a queste situazioni rimaste ignorate!
E le proposte di legge d’iniziativa polare 6098 presentata alla Camera il 1 ° giugno 1999 quella d’iniziativa dei deputati CAPITANIO SANTOLINI, POLI, BOSI, COMPAGNON, MANNINO, NARO, OCCHIUTO, RUVOLO, NUNZIO FRANCESCO TESTA, VOLONTÈ n.2140 presentata il 3 febbraio 2009, sono rimaste lettere morte! Questa non è pari opportunità per nessuno!!
Le faccio un altro esempio assurdo che colpisce le f a m i g 1 i e particolari…..se così ci vogliamo chiamare. Il meccanismo delle riduzioni, così come è congegnato, crea in molti casi un’ingiustificata disparità di trattamento. Questo dipende dal fatto che, in presenza di altri redditi superiori ai limiti indicati, la trattenuta scatta a prescindere dall’importo della pensione. Due esempi possono rendere meglio l’idea.
Il primo riguarda una vedova con una pensione di reversbilità di 30mila euro e altri redditi per 15mila. In questo caso l’assegno non subisce alcuna riduzione perché il reddito (quello della reversibilità è sempre escluso) è sotto il limite minimo di 17.869,80 euro fissato dalla legge nel 2009.
Il secondo caso è quello di una vedova con una pensione di reversibilità di 15mila euro e uno stipendio di 30mila euro. Il suo assegno viene decurtato del 50% perché il reddito di lavoro supera la soglia massima (29.783 euro nel 2009).
Io non ho più parole, sono solo molto amareggiata! Questa lettera l’ho scritta anche a nome di molte altre persone delle quali ho l’elenco e con le quali ci stiamo organizzando per una azione legale.
Confidiamo ovviamente in una sua risposta.
Anna Maria C
- 15 gennaio 2010 alle 11:52
Che in Italia non c’è la reversibilità? Se è così prima di scrivere stupidaggini sarebbe meglio informarsi.
Che ai famigliari dei parlamentari non dovrebbe essere concessa? Se è così, soprassedendo sulle giuste perplessità circa l’importo della pensione e sul modo in cui questa matura, direi che chi scrive ha una concezzione della democrazia un pò distorta: se un diritto c’è, c’è per tutti, in caso contrario torneremmo all’unione sovietica dei bei tempi.
- gianni scrive:
- IRRIDUCIBILE scrive:
- ANNA scrive:
MA LA SOSTANZA E’ LA STESSA! UNA FRODE!
- IRRIDUCIBILE scrive:
- Emilio scrive:
- IRRIDUCIBILE scrive:
- emy 39 scrive:
con l’aumento annuale ho preso un euro meno di dicembre causa trattenunuta irpef 2009, su una pensione di 620 euro mensile. Vergogna. Sela incontrerei mi viene in mente solo una cosa. una sput… in faccia. Poi cosa dire dei nostri politici? Sistanno sistemando proprio bene. Quì non c’è più nè destra nè sinstra. Verrgogna!!!!!!
- roby scrive:
ED HO VISTO LA FAMOSA VILLA AD HAMMAMED.
UNA REGGIA , COSTRUITA, ALLA FACCIA DEGLI ITALIANI.
SOLO CON QUELLA AFFITTANDOLA GUADEGNEREBBE LA MOGLIE ANNA
SENZA ANDARE A SPECULARE SOLDI ALLO STATO ITALIANO.
LA SUA PENSIONE DI euro 5.770.SUDDIVIDERLA CON ALTRI PENSIONATI
CHE HANNO UNA PENSIONE DA FAME!!!!!!!
- Danx scrive:
Mentre l’ex moglie di un ladro può fare la bella vita.
- IRRIDUCIBILE scrive:
- omissam scrive:
- Francesco scrive:
Questo continuo inseguire la notizia che sembra riprovevole è ignobile. Il marito della Signora Craxi ha versato contributi e la moglie ha diritto alla reversibilità. Le regole sono quelle di una forma di assicurazione privata ed ognuno è libero di assicurarsi indicando il beneficiario alla propria morte.
L’idea di fare politica intervenendo sui cespiti degli avversari è fascista. In Polonia tagliano la pensione all’ex Presidente perchè comunista. Queste logiche sono incivili perchè il ricatto sui soldi è uno strumento miserabile. Occorre elevare pensioni e stipendi. Questa è la battaglia. Occorre lottare per raggiungere migliori condizioni. E poi confrontiamo la reversibilità della Signora Craxi con quella dei banchieri, dei giornalisti, dei Presidenti ASL, dei magistrati, etc. Vedrete che c’è da pensare.Io non ho mai condiviso Craxi e il craxismo, ma non esageriamo! Lasciate in pace i parenti!
- FREDDY56 scrive:
- giovanni botta scrive:
- ipazia scrive:
- billy scrive:
- pippo scrive:
- pinu scrive:
Sono stati versati i contributi per questa pensione si o no?
e Allora che volete??
Sapete che la stessa pensione la prende Weltroni (più lo stipensio in caso di parlamentare!!) e quanti anni ha Weltroni?? e quanti anni è che la prende???
che ha fatto Weltroni per l’italia oltre che a vivere da sempre lui e tutta la sua famiglia in case ad affitto agevolato???
- FREDDY56 scrive:
Mio padre ha lavorato 40 anni è poi morto e mia madre oggi ha una reversibilita’ di 650 euro.
- anna maria scrive:
- pippo scrive:
- maria scrive:
Maria
- anna maria scrive:
Mentre le pensioni di reversibilità vengono “derubate” a famiglie che vivono uno stato disagiato da un punto di vista “sociale – umano – economico” dobbiamo ascoltare anche questa!!!!!!!
Vorrei comunicare a tutte le persone interessate che l’associazione consumatori VOGLIO VIVERE di Genova ha accettato le richieste di chi subisce tutte le ingiustizie e le frodi che avvengono sulle pensioni in generale e su quelle di reversibilità in particolare, promuoveno un ricorso alla Corte Costituzionale il sito è http://www.vogliovivere.it di Anna Massone.
Per tutti a titolo informativo scrivo di seguito la lettera inviata il 15 settembre u.s all’On Carfagna e a tanti altri politici!!!! Ovviamente non ho ricevuto risposta!
Per chi mi vuole contattare…poichè l’unione fa la forza!
Mi chiamo Anna Maria , ho 49 anni sono impiegata Inail, ho due figlie rispettivamente di 24 e 21 anni e sono vedova dal novembre 2001.
Non occorre essere esperti di economia domestica per immaginare che nella gestione di un bilancio familiare alimentato dal reddito di entrambi i coniugi, venendo all’improvviso a mancare uno dei due non è che il bilancio possa essere ridotto nella stessa misura: le spese di base che sono fondamentali nella conduzione di una famiglia ( la rata del mutuo, le spese di utenze, e le spese di conduzione generale di una famiglia) non vengono automaticamente ridotte, ma rimangono invariate, e ciò prescindendo da considerazioni umane sulle conseguenze della perdita di un padre e coniuge.
Solo in riferimento a quanto esposto ritengo che debba essere posta in forza la richiesta che la percentuale di reversibilità a160% dell’assegno pensionistico del defunto riconosciuto al coniuge sopravvissuto debba essere migliorata, portandola all’importo pieno del predetto assegno o quantomeno ad una percentuale più elevata, e questo perché la natura stessa della contribuzione che un accantonamento effettuato dal lavoratore per la propria pensione e il futuro della propria famiglia non sono contributi che vengono “decurtati”, ma sono obbligatori e versati dal lavoratore nella misura del 100%.
Ma rispetto a ciò che vorrei renderle più evidente, questo è un semplice dettaglio!
Nel mio caso specifico le rappresento quanto segue: dal gennaio 2009 mia figlia Francesca nata il 23/03/ 85 ha terminato gli studi e non percepisce più la sua quota (20%) di pensione.
Attualmente percepisce la quota parte mia figlia Federica nata i109/12/88 che studia ancora.
Faccio presente che io non ho diritto alle detrazioni per mia figlia poiché il suo reddito da pensione è di
€ 4 .526,47 ovvero è superiore alle 2.840,00 previste per averne diritto, pertanto non mi è possibile scaricare spese mediche e universitarie che riguardano le ragazze.
Quando Federica finirà gli studi non percepirà più alcuna quota di pensione e in base a quanto previsto dalla legge 335, 8 agosto 95 , la mia quota di pensione sarà sottoposta a ricalcolo con decurtazione del 50% (sul lordo) in base alla tabella f della legge sopraindicata, per effetto del cumulo con il reddito da lavoro dipendente.
Vorrei però farle notare che riferimento a quanto disposto dall’art 19 del decreto legge 112 del 25 giugno 2008 il cumulo dei redditi non è più in vigore per coloro che percepiscono una pensione diretta, e pur con quaranta anni di contribuzione continuano a lavorare, mentre resta in vigore per quelli che percepiscono una pensione indiretta!!!!! Questo in barba all’art. 3 della costituzione che mi piace citare: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e 1′eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.
Credevo che anche la mia famiglia fosse tale! Ma non è cosi, siamo trattati come dei single e non come famiglia!
Le faccio presente che già tante associazioni (non ultima – il melograno- del forum delle famiglie) e movimenti vedovili hanno fatto richieste ben specifiche rispetto a queste situazioni rimaste ignorate!
E le proposte di legge d’iniziativa polare 6098 presentata alla Camera il 1 ° giugno 1999 quella d’iniziativa dei deputati CAPITANIO SANTOLINI, POLI, BOSI, COMPAGNON, MANNINO, NARO, OCCHIUTO, RUVOLO, NUNZIO FRANCESCO TESTA, VOLONTÈ n.2140 presentata il 3 febbraio 2009, sono rimaste lettere morte! Questa non è pari opportunità per nessuno!!
Le faccio un altro esempio assurdo che colpisce le f a m i g 1 i e particolari…..se così ci vogliamo chiamare. Il meccanismo delle riduzioni, così come è congegnato, crea in molti casi un’ingiustificata disparità di trattamento. Questo dipende dal fatto che, in presenza di altri redditi superiori ai limiti indicati, la trattenuta scatta a prescindere dall’importo della pensione. Due esempi possono rendere meglio l’idea.
Il primo riguarda una vedova con una pensione di reversbilità di 30mila euro e altri redditi per 15mila. In questo caso l’assegno non subisce alcuna riduzione perché il reddito (quello della reversibilità è sempre escluso) è sotto il limite minimo di 17.869,80 euro fissato dalla legge nel 2009.
Il secondo caso è quello di una vedova con una pensione di reversibilità di 15mila euro e uno stipendio di 30mila euro. Il suo assegno viene decurtato del 50% perché il reddito di lavoro supera la soglia massima (29.783 euro nel 2009).
Io non ho più parole, sono solo molto amareggiata! Questa lettera l’ho scritta anche a nome di molte altre persone delle quali ho l’elenco e con le quali ci stiamo organizzando per una azione legale.
Confidiamo ovviamente in una sua risposta.
Anna Maria C
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Sono vedova dal 2003 e sono rimasta sola con due ragazzini che all'epoca avevano 7 e 13 anni. Sono disoccupata e vado avanti con la pensione di reversibilità vi lascio immaginare la fatica per andare avanti,non possiedo ho più la forza per combattere,ormai tutto mi sembra perso... Possiamo davvero definirci come "una popolazione invisibile"?