Commenti di pensionati

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Commenti di pensionati

A BREVE VERRA' MODIFICATA LA COSTITUZIONE PERTANTO
E' NECESSARIO
PRESENTARE I RICORSI
PRIMA CHE QUESTO AVVENGA
AL FINE DI OTTENERE IL GIUSTO RICONOSCIMENTO   

  • anna maria scrive:
  • gennaio 2010 alle 10:57

·         Non ho parole!!!!!!!
Mentre le pensioni di reversibilità vengono “derubate” a famiglie che vivono uno stato disagiato da un punto di vista “sociale – umano – economico” dobbiamo ascoltare anche questa!!!!!!!
Vorrei comunicare a tutte le persone interessate che l’associazione consumatori VOGLIO VIVERE di Anna Massone che ha la sede nazionale a Genova ha accettato le richieste di chi subisce tutte le ingiustizie e le frodi che avvengono sulle pensioni in generale e su quelle di reversibilità in particolare, promuovendo un ricorso alla Corte Costituzionale il sito è http://www.vogliovivere.it di Anna Massone.
Per tutti a titolo informativo scrivo di seguito la lettera inviata il 15 settembre u.s all’On Carfagna e a tanti altri politici!!!! Ovviamente non ho ricevuto risposta!
Per chi mi vuole contattare…poichè l’unione fa la forza!
On.le Ministro Maria Rosaria Carfagna,
Mi chiamo Anna Maria C. ho 49 anni sono impiegata Inail, ho due figlie rispettivamente di 24 e 21 anni e sono vedova dal novembre 2001.
Non occorre essere esperti di economia domestica per immaginare che nella gestione di un bilancio familiare alimentato dal reddito di entrambi i coniugi, venendo all’improvviso a mancare uno dei due non è che il bilancio possa essere ridotto nella stessa misura: le spese di base che sono fondamentali nella conduzione di una famiglia ( la rata del mutuo, le spese di utenze, e le spese di conduzione generale di una famiglia) non vengono automaticamente ridotte, ma rimangono invariate, e ciò prescindendo da considerazioni umane sulle conseguenze della perdita di un padre e coniuge.
Solo in riferimento a quanto esposto ritengo che debba essere posta in forza la richiesta che la percentuale di reversibilità a160% dell’assegno pensionistico del defunto riconosciuto al coniuge sopravvissuto debba essere migliorata, portandola all’importo pieno del predetto assegno o quantomeno ad una percentuale più elevata, e questo perché la natura stessa della contribuzione che un accantonamento effettuato dal lavoratore per la propria pensione e il futuro della propria famiglia non sono contributi che vengono “decurtati”, ma sono obbligatori e versati dal lavoratore nella misura del 100%.
Ma rispetto a ciò che vorrei renderle più evidente, questo è un semplice dettaglio!
Nel mio caso specifico le rappresento quanto segue: dal gennaio 2009 mia figlia Francesca nata il 23/03/ 85 ha terminato gli studi e non percepisce più la sua quota (20%) di pensione.
Attualmente percepisce la quota parte mia figlia Federica nata i109/12/88 che studia ancora.
Faccio presente che io non ho diritto alle detrazioni per mia figlia poiché il suo reddito da pensione è di
€ 4 .526,47 ovvero è superiore alle 2.840,00 previste per averne diritto, pertanto non mi è possibile scaricare spese mediche e universitarie che riguardano le ragazze.
Quando Federica finirà gli studi non percepirà più alcuna quota di pensione e in base a quanto previsto dalla legge 335, 8 agosto 95 , la mia quota di pensione sarà sottoposta a ricalcolo con decurtazione del 50% (sul lordo) in base alla tabella f della legge sopraindicata, per effetto del cumulo con il reddito da lavoro dipendente.
Vorrei però farle notare che riferimento a quanto disposto dall’art 19 del decreto legge 112 del 25 giugno 2008 il cumulo dei redditi non è più in vigore per coloro che percepiscono una pensione diretta, e pur con quaranta anni di contribuzione continuano a lavorare, mentre resta in vigore per quelli che percepiscono una pensione indiretta!!!!! Questo in barba all’art. 3 della costituzione che mi piace citare: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e 1′eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.
Credevo che anche la mia famiglia fosse tale! Ma non è cosi, siamo trattati come dei single e non come famiglia!
Le faccio presente che già tante associazioni (non ultima – il melograno- del forum delle famiglie) e movimenti vedovili hanno fatto richieste ben specifiche rispetto a queste situazioni rimaste ignorate!
E le proposte di legge d’iniziativa polare 6098 presentata alla Camera il 1 ° giugno 1999 quella d’iniziativa dei deputati CAPITANIO SANTOLINI, POLI, BOSI, COMPAGNON, MANNINO, NARO, OCCHIUTO, RUVOLO, NUNZIO FRANCESCO TESTA, VOLONTÈ n.2140 presentata il 3 febbraio 2009, sono rimaste lettere morte! Questa non è pari opportunità per nessuno!!
Le faccio un altro esempio assurdo che colpisce le f a m i g 1 i e particolari…..se così ci vogliamo chiamare. Il meccanismo delle riduzioni, così come è congegnato, crea in molti casi un’ingiustificata disparità di trattamento. Questo dipende dal fatto che, in presenza di altri redditi superiori ai limiti indicati, la trattenuta scatta a prescindere dall’importo della pensione. Due esempi possono rendere meglio l’idea.
Il primo riguarda una vedova con una pensione di reversbilità di 30mila euro e altri redditi per 15mila. In questo caso l’assegno non subisce alcuna riduzione perché il reddito (quello della reversibilità è sempre escluso) è sotto il limite minimo di 17.869,80 euro fissato dalla legge nel 2009.
Il secondo caso è quello di una vedova con una pensione di reversibilità di 15mila euro e uno stipendio di 30mila euro. Il suo assegno viene decurtato del 50% perché il reddito di lavoro supera la soglia massima (29.783 euro nel 2009).

 
·         A conti fatti, succede pertanto che, pur avendo complessivamente le stesse entrate (45mila curo), la prima pensionata può disporre dell’intera somma mentre la seconda – essendo soggetta al taglio dell’assegno – deve accontentarsi di 37.500 curo (30mila più i 7.500 di pensione decurtata al 50%).
Io non ho più parole, sono solo molto amareggiata! Questa lettera l’ho scritta anche a nome di molte altre persone delle quali ho l’elenco e con le quali ci stiamo organizzando per una azione legale.
Confidiamo ovviamente in una sua risposta.
Anna Maria C
·         Guido scrive:
  • 15 gennaio 2010 alle 11:52
·         Al di fuori del caso degli omosessuali (chiamare “famiglia” una cosa formata da due così mi sembra un orrore, comunque ognuno può avere la sua idea), non ho capito bene cosa si voleva dire.
Che in Italia non c’è la reversibilità? Se è così prima di scrivere stupidaggini sarebbe meglio informarsi.
Che ai famigliari dei parlamentari non dovrebbe essere concessa? Se è così, soprassedendo sulle giuste perplessità circa l’importo della pensione e sul modo in cui questa matura, direi che chi scrive ha una concezzione della democrazia un pò distorta: se un diritto c’è, c’è per tutti, in caso contrario torneremmo all’unione sovietica dei bei tempi.
  •  
  • gianni scrive:
15 gennaio 2010 alle 12:00
il 2 gennaio, con mia grande sorpresa ho notato che l’imps si è trattenuta 250€ dalla mia pensione,per un loro errore di calcolo, leggere che un corruttore ha fruttato la modica somma di 5000€ al mese per la vedova mi pare un’istigazione a delinquere, se, per avere una cifra consistente è necessario avere questi comportamenti allora siamo veramente alla frutta
 
    • IRRIDUCIBILE scrive:
15 gennaio 2010 alle 15:24
Guardi che la frutta a cui lei si fierisce è marcia da molto tempo. W la democrazia
 
  • ANNA scrive:
15 gennaio 2010 alle 12:16
CREDO SIA UN VITALIZIO PIU’ CHE UNA PENSIONE……
MA LA SOSTANZA E’ LA STESSA! UNA FRODE!
 
    • IRRIDUCIBILE scrive:
15 gennaio 2010 alle 14:58
BuonGiorno Anna, individui pure il termine che più le aggrada ma tenga ben presente che le sperequazioni nei nostri confronti dei parlamentari o anche altri interstizi dello Stato più che una frode sono un affronto alla nostra intelligenza. Purtroppo, non abbiamo la forza (democratica) per contrastare il fenomeno. Certo, magari con altri mezzi……….. chissà
 
  • Emilio scrive:
15 gennaio 2010 alle 12:23
mi chiedo come farà a sopravvivere ,penso anche a tutti i benefici che sicuramente lo stato Italiano non le farà mancare! VERGOGNA ,anche se è una parola che i nostri parlamentari non conoscono!
 
    • IRRIDUCIBILE scrive:
15 gennaio 2010 alle 14:51
Bravo Emilio, la parola vergogna non esiste nel loro vocabolario; ed è un bene xchè la vergogna implica avere una coscienza, una coscienza implica avere un’anima, un’anima significa avere a che fare con se stessi che porta poi a riflettere. Troppo impegnativo
 
  • emy 39 scrive:
15 gennaio 2010 alle 12:47
che schfo!!!!!!
con l’aumento annuale ho preso un euro meno di dicembre causa trattenunuta irpef 2009, su una pensione di 620 euro mensile. Vergogna. Sela incontrerei mi viene in mente solo una cosa. una sput… in faccia. Poi cosa dire dei nostri politici? Sistanno sistemando proprio bene. Quì non c’è più nè destra nè sinstra. Verrgogna!!!!!!
 
  • roby scrive:
15 gennaio 2010 alle 14:14
SONO STATO IN TUNISIA APPENA CHE CRAXI ERA DECEDUTO
ED HO VISTO LA FAMOSA VILLA AD HAMMAMED.
UNA REGGIA , COSTRUITA, ALLA FACCIA DEGLI ITALIANI.
SOLO CON QUELLA AFFITTANDOLA GUADEGNEREBBE LA MOGLIE ANNA
SENZA ANDARE A SPECULARE SOLDI ALLO STATO ITALIANO.
LA SUA PENSIONE DI euro 5.770.SUDDIVIDERLA CON ALTRI PENSIONATI
CHE HANNO UNA PENSIONE DA FAME!!!!!!!
 
  • Danx scrive:
15 gennaio 2010 alle 14:22
Se i miei genitori venissero a mancare, io non prenderei un’acca.
Mentre l’ex moglie di un ladro può fare la bella vita.
 
  • IRRIDUCIBILE scrive:
15 gennaio 2010 alle 14:46
Sono le solite italianate. C’è chi “ruba” e quindi distoglie a chi ne avrebbe diritto con pensioni di invalidità inventate di sana pianta e relativo appoggio (i rotocalchi sono pieni di notizie) e ora, ci scandalizziamo se la ex signora Craxi percepisce qualche Eurino? E’ tutto rapportato: stipendio/Parlamentare – stipendio/Nullafacente. Non dobbiamo perdere di vista che lo Stato è forte con i deboli e debole con i forti. La maggior parte di noi “umani” ha un prezzo; oddio umani è una parola grossa. Se fossimo un po’ umani forse non saremmo così; se poi vogliamo nasconderci dietro un dito……il mio, lo metto nel naso; voi fate pure. Al prossimo scandaletto, arrivederci
 
  • omissam scrive:
15 gennaio 2010 alle 14:47
mi ero sempre chiesto se la vedova percepiva la pensione ora che l’ho saputo posso continuare a dire all’infinito farabutti,farabutti,farabutti,farabutti,farabutti,farabutti,farabutti,farabutti, all’infinito ,il sistema italia non finirà mai di stupirci,vergogna,vergogna,vergogna,vergogna,vergogna,vergogna,vergogna,vergogna all’infinito
 
  • Francesco scrive:
15 gennaio 2010 alle 16:20
A PROPOSITO DELLA VEDOVA CRAXI.
Questo continuo inseguire la notizia che sembra riprovevole è ignobile. Il marito della Signora Craxi ha versato contributi e la moglie ha diritto alla reversibilità. Le regole sono quelle di una forma di assicurazione privata ed ognuno è libero di assicurarsi indicando il beneficiario alla propria morte.
L’idea di fare politica intervenendo sui cespiti degli avversari è fascista. In Polonia tagliano la pensione all’ex Presidente perchè comunista. Queste logiche sono incivili perchè il ricatto sui soldi è uno strumento miserabile. Occorre elevare pensioni e stipendi. Questa è la battaglia. Occorre lottare per raggiungere migliori condizioni. E poi confrontiamo la reversibilità della Signora Craxi con quella dei banchieri, dei giornalisti, dei Presidenti ASL, dei magistrati, etc. Vedrete che c’è da pensare.Io non ho mai condiviso Craxi e il craxismo, ma non esageriamo! Lasciate in pace i parenti!
 
    • FREDDY56 scrive:
20 gennaio 2010 alle 13:58
Vedi il punto è che se lo stato ha garantito il popolo con una sentenza e se hai letto quello che impunemente ha preso il Craxi, inevitabilmente la sua pensione non doveva essere calcolata su quello che aveva versato bensi su quello di cui avrebbe avuto diritto cioè ad una pensione minima e non di 5 mila e piu euro. Non sarebbe stato piu giusto rispetto a chi ha lavorato una vita intera percependo POI 4 pidocchi ?
 
  • giovanni botta scrive:
15 gennaio 2010 alle 16:43
Ho l’impressione che per parlare di queste problematiche vi sia ancora molto da insegnare a tanta gente. A prescindere dalle persone, bisona sapere che qualsiasi parlamentare, quando ha terminato il suo mandato, ha diritto alla pensione in rapporto a quanto ha pagato in trattenute sulla idennità percepita come parlamentare,in rapporto anche ai mandati elettorali che ha svolto; quindi di conseguenza, come qualsiasi altro cittadino, ha diritto alla reversibilità per il coniuge, quindi ogni altra considerazione è puro esercizio di tifoseria.
 
  • ipazia scrive:
15 gennaio 2010 alle 20:11
Anche a me,purtroppo,è morto il marito che è stato parlamentare per alcune legislature ed anch’io percepisco la pensione di reversibilità consistente in euro 5.127.Fortunatamente,però,mio marito,prima di morire,si era costituito un patrimonio mobiliare di 750.000.000.000 di vecchie lire depositato in alcune banche dell’estremo oriente e che oggi corrisponde a circa 350.000.000 di euro,sui quali ricavo una modesta rendita annuale dell’1%,vale a dire 3.500.000 euro che devo però dividere con i miei due figli.Me ne rimangono quindi solamente 1.160.000 che,diviso per dodici,fa solamente 97.000 euro mensili,aggiungendo ai quali la modesta cifra che mi elargisce lo stato,riesco a disporre di euro 102.127 ogni trenta giorni,cifra con la quale riesco a far fronte appena alla riparazione plastica di tutti i ritreppi che da tempo cominciano a devastarmi il volto.Se qualcuno di voi volesse essere così caritatevole da aiutarmi,lo ricorderei nelle mie preghiere per il resto della vita.Grazie
 
    • billy scrive:
17 gennaio 2010 alle 21:44
comincia a imparare a scrivere le cifre,ignorante,prima di pubblicare cazzate,torna alle medie,imbecille
 
    • pippo scrive:
21 gennaio 2010 alle 11:29
ha ha ha ha ha ha infinitamente ha ha ha ha ha ha ha ha ha sei grande
 
  • pinu scrive:
20 gennaio 2010 alle 11:40
Ma che caspita volete???
Sono stati versati i contributi per questa pensione si o no?
e Allora che volete??
Sapete che la stessa pensione la prende Weltroni (più lo stipensio in caso di parlamentare!!) e quanti anni ha Weltroni?? e quanti anni è che la prende???
che ha fatto Weltroni per l’italia oltre che a vivere da sempre lui e tutta la sua famiglia in case ad affitto agevolato???
 
    • FREDDY56 scrive:
20 gennaio 2010 alle 14:01
Mio Dio sei spaventoamente miope.
Mio padre ha lavorato 40 anni è poi morto e mia madre oggi ha una reversibilita’ di 650 euro.
Vergona ma dove vivi e con chi te la fai BUZZURRO IGNORANTE
 
      • anna maria scrive:
22 gennaio 2010 alle 12:38
Freddy 56 concordo con te completamente e mi associo all’appellattivo fin troppo educato che hai dato a pinu, ma non è solo BUZZURRO e IGNORANTE!!!!!! Purtroppo le persone così sono pericolose…perchè il cervello atrofizzato e non pensate crea molti problemi alla società!!!!! Vorrei contattare tua madre, perchè in tanti stiamo facendo ricorso alla Corte Costituzionale per i tagli sulle pensioni di reversibilità.
 
 
    • pippo scrive:
21 gennaio 2010 alle 11:27
contributi rubati dalle tasche degli italiani , e dalle sue egregio signore, prima o poi finirà questo sconcio di regalare soldi hai politici,in quanto tutti parassiti , oltre ad un governo racchettaro con i suoi balzelli che fanno impallidire le tariffe dei mafiosi racchettari e tangentari.
 
  • maria scrive:
21 gennaio 2010 alle 22:17
Sentire che la vedova di Craxi ,percepisce una tale somma di pensione di revcersibilità non ho parole. Noi vedove/i normali dobbiamo sottostare alla legge Dini335/95all’art. 1 comma 41 che prevede un’unica tassazione dei due redditi e a questo punto si paga un’aliquota fiscale superiore a quella che si pagava separatamente con il coniuge vivente e con un reddito intero? Perciò quando andiamo a fare il 730 dobbiamo allo stato quasi 4.000 tra l’irpef dovuta e l’acconto per l’anno successivo perché diventate single non abbiamo diritto a nessuna detrazione per i figli che abbiamo . Sarebbe meglio che lo Stato non ci desse tale pensione , che non è certo una pensione sociale ma frutto di anni di contributi che i nostri defunti mariti sono stati costretti a versare . Allo Stato gli va bene darmi una miseria di quanto ha incassato preventivamente,in più a questo aggiunga che avendo i figli che percependo la loro favolosa quota pensione che ammonta a 2890 euro all’anno ,essi non sono considerati figli a carico. Essendo in capienti fiscalmente non possiamo neanche detrarre (non essendo loro figli a carico) le spese universitarie che sosteniamo per loro né le spese mediche. A noi sembra uno stato che non rispetti gli art. della costituzione da noi sopra citati. A questo aggiunga che l’art. 97deld.p.r.del 2971271973 n.1092 dice. Sospensione della tredicesima mensilità e dell’assegno di caroviveri al titolare di pensione o di assegno rinnovabile che presta opera retribuita alle dipendenze dello Stato, di amministrazioni pubbliche o di enti pubblici, anche se svolgano attività lucrativa, non competono la tredicesima mensilità e l’assegno di caroviveri per il periodo in cui ha prestato detta opera retribuita. Non è sufficiente avere la tredicesima sulla pensione di reversibilità nonostante che la Corte costituzionale, con la sentenza 18-27 maggio 1992, ,n. 232, ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 97, primo comma,nella parte in cui non determina la misura della retribuzione oltre la quale non compete la tredicesima mensilità. Per poter aver applicata questa sentenza dall’NPDAP dobbiamo rivolgerci ad un avvocato perché nessuna Finanziaria ha recepito tale sentenza dal lontano 1992 e l’ha trasformata in legge. Per queste cose il Parlamento non ha tempo Il nostro non mi sembra uno Stato che tuteli tutti i cittadini allo stesso modo. .Per lo stato le famiglie vedove non esistono ,lo Stato , la società le deve riconoscere gli stessi diritti che riconosce alla famiglie bi parentali. Nella famiglia noi madri e padri vedovi svolgiamo un doppio ruolo nell’educare e crescere nel modo migliore i nostri figli, fortemente voluti, e lo stato non ci riconosce alcun diritto, solo il dovere-obbligo di dover pagare più tasse delle famiglie bi parentali o delle vedove che percepiscono favolose pensioni
Maria
 
  • anna maria scrive:
22 gennaio 2010 alle 10:57
Non ho parole!!!!!!!
Mentre le pensioni di reversibilità vengono “derubate” a famiglie che vivono uno stato disagiato da un punto di vista “sociale – umano – economico” dobbiamo ascoltare anche questa!!!!!!!
Vorrei comunicare a tutte le persone interessate che l’associazione consumatori VOGLIO VIVERE di Genova ha accettato le richieste di chi subisce tutte le ingiustizie e le frodi che avvengono sulle pensioni in generale e su quelle di reversibilità in particolare, promuoveno un ricorso alla Corte Costituzionale il sito è http://www.vogliovivere.it di Anna Massone.
Per tutti a titolo informativo scrivo di seguito la lettera inviata il 15 settembre u.s all’On Carfagna e a tanti altri politici!!!! Ovviamente non ho ricevuto risposta!
Per chi mi vuole contattare…poichè l’unione fa la forza!
 
On.le Ministro Maria Rosaria Carfagna,
Mi chiamo Anna Maria , ho 49 anni sono impiegata Inail, ho due figlie rispettivamente di 24 e 21 anni e sono vedova dal novembre 2001.
Non occorre essere esperti di economia domestica per immaginare che nella gestione di un bilancio familiare alimentato dal reddito di entrambi i coniugi, venendo all’improvviso a mancare uno dei due non è che il bilancio possa essere ridotto nella stessa misura: le spese di base che sono fondamentali nella conduzione di una famiglia ( la rata del mutuo, le spese di utenze, e le spese di conduzione generale di una famiglia) non vengono automaticamente ridotte, ma rimangono invariate, e ciò prescindendo da considerazioni umane sulle conseguenze della perdita di un padre e coniuge.
Solo in riferimento a quanto esposto ritengo che debba essere posta in forza la richiesta che la percentuale di reversibilità a160% dell’assegno pensionistico del defunto riconosciuto al coniuge sopravvissuto debba essere migliorata, portandola all’importo pieno del predetto assegno o quantomeno ad una percentuale più elevata, e questo perché la natura stessa della contribuzione che un accantonamento effettuato dal lavoratore per la propria pensione e il futuro della propria famiglia non sono contributi che vengono “decurtati”, ma sono obbligatori e versati dal lavoratore nella misura del 100%.
Ma rispetto a ciò che vorrei renderle più evidente, questo è un semplice dettaglio!
Nel mio caso specifico le rappresento quanto segue: dal gennaio 2009 mia figlia Francesca nata il 23/03/ 85 ha terminato gli studi e non percepisce più la sua quota (20%) di pensione.
Attualmente percepisce la quota parte mia figlia Federica nata i109/12/88 che studia ancora.
Faccio presente che io non ho diritto alle detrazioni per mia figlia poiché il suo reddito da pensione è di
€ 4 .526,47 ovvero è superiore alle 2.840,00 previste per averne diritto, pertanto non mi è possibile scaricare spese mediche e universitarie che riguardano le ragazze.
Quando Federica finirà gli studi non percepirà più alcuna quota di pensione e in base a quanto previsto dalla legge 335, 8 agosto 95 , la mia quota di pensione sarà sottoposta a ricalcolo con decurtazione del 50% (sul lordo) in base alla tabella f della legge sopraindicata, per effetto del cumulo con il reddito da lavoro dipendente.
Vorrei però farle notare che riferimento a quanto disposto dall’art 19 del decreto legge 112 del 25 giugno 2008 il cumulo dei redditi non è più in vigore per coloro che percepiscono una pensione diretta, e pur con quaranta anni di contribuzione continuano a lavorare, mentre resta in vigore per quelli che percepiscono una pensione indiretta!!!!! Questo in barba all’art. 3 della costituzione che mi piace citare: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e 1′eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.
Credevo che anche la mia famiglia fosse tale! Ma non è cosi, siamo trattati come dei single e non come famiglia!
Le faccio presente che già tante associazioni (non ultima – il melograno- del forum delle famiglie) e movimenti vedovili hanno fatto richieste ben specifiche rispetto a queste situazioni rimaste ignorate!
E le proposte di legge d’iniziativa polare 6098 presentata alla Camera il 1 ° giugno 1999 quella d’iniziativa dei deputati CAPITANIO SANTOLINI, POLI, BOSI, COMPAGNON, MANNINO, NARO, OCCHIUTO, RUVOLO, NUNZIO FRANCESCO TESTA, VOLONTÈ n.2140 presentata il 3 febbraio 2009, sono rimaste lettere morte! Questa non è pari opportunità per nessuno!!
Le faccio un altro esempio assurdo che colpisce le f a m i g 1 i e particolari…..se così ci vogliamo chiamare. Il meccanismo delle riduzioni, così come è congegnato, crea in molti casi un’ingiustificata disparità di trattamento. Questo dipende dal fatto che, in presenza di altri redditi superiori ai limiti indicati, la trattenuta scatta a prescindere dall’importo della pensione. Due esempi possono rendere meglio l’idea.
Il primo riguarda una vedova con una pensione di reversbilità di 30mila euro e altri redditi per 15mila. In questo caso l’assegno non subisce alcuna riduzione perché il reddito (quello della reversibilità è sempre escluso) è sotto il limite minimo di 17.869,80 euro fissato dalla legge nel 2009.
Il secondo caso è quello di una vedova con una pensione di reversibilità di 15mila euro e uno stipendio di 30mila euro. Il suo assegno viene decurtato del 50% perché il reddito di lavoro supera la soglia massima (29.783 euro nel 2009).
A conti fatti, succede pertanto che, pur avendo complessivamente le stesse entrate (45mila curo), la prima pensionata può disporre dell’intera somma mentre la seconda – essendo soggetta al taglio dell’assegno – deve accontentarsi di 37.500 curo (30mila più i 7.500 di pensione decurtata al 50%).
Io non ho più parole, sono solo molto amareggiata! Questa lettera l’ho scritta anche a nome di molte altre persone delle quali ho l’elenco e con le quali ci stiamo organizzando per una azione legale.
Confidiamo ovviamente in una sua risposta.
Anna Maria C