Confusione creata dal Codacons a Striscia la notizia

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Confusione creata dal Codacons a Striscia la notizia
 
DIRITTO ALLA DIFFERENZA DECURTATA DALLA PENSIONE DI REVERSIBILITA':
avete diritto a ricevere la percentuale di pensione di reversibilità che vi è stata decurtata ottenibile solo facendo ricorso individuale (presentati dall'associazione collettivamente)
NON SI PUO' FARE CLASS ACTION!!
DIRITTO ALL'INDENNITA' SPECIALE (notizia  data a Striscia da Codacon che farà class action: ma quale class action?? Non si può fare!!)
diritto acquisito alla battaglia condotta per anni  e vinta  con sentenza n. 256/09 del 24 aprile 2009  dall'Avvocato Filippo de Jorio: chiunque può far riferimento alla sentenza e richiedere all'INPDAP il dovuto non c'è bisogno di un tesseramento al codacons per chiedere l'applicazione di una sentenza!
 
Ci riferiscono dell'ennesimo vergognoso tentativo di scippo da parte del Codacons che sta creando volutamente confusione tra pensioni IIS (ognuno può fare richiesta da solo) e pensioni di reversibilità, lavoro che da 6 mesi stiamo portando avanti noi con grande serietà in collaborazione con dipendenti dirigenti dell’INAIL e centinaia di iscritti.
Vi chiediamo gentilmente aiuto e collaborazione per fare chiarezza.
 
Riceviamo e trasmettiamo la mail ricevuta da Anna C.
Egregio dottor   ,
nella puntata di ieri sera è andato in onda un intervento dell'avv. Rienzi
del Codacons che si riferiva alla volontà dello stesso di farsi promotore
di un ricorso per conto dei pensionati che non hanno percepito l'IIS (indennità
integrativa speciale) a causa dell'inammissibilità della stessa su due
trattamenti.
Questa battaglia è stata condotta per anni  e vinta  con sentenza n. 256/09 del
24 aprile 2009  dall'Avvocato Filippo de Jorio chiunque può far
riferimento alla sentenza e richiedere all'ente erogatore della propria
pensione il proprio dovuto (io ho fatto così) non c'è bisogno di un tesseramento
al codacons per chiedere l'applicazione di una sentenza!
Vorrei sapere perchè invece di mettersi medaglie di altri in petto e soldi di
pensionati in tasca il dottor Rienzi non ha mai risposto a quesiti sempre
in materia pensionistica che ho rivolto a lui a politici che ho esposto in una
intervista rilasciata a Report e che doveva andare in onda questa sera, ma
così non sarà da quello che mi hanno scritto giovedì scorso (che strano!!!!).
Rienzi a tutto questo non ha mai risposto, gli avevamo prospettato la
possibilita di fare un ricorso alla Consulta, ma se ne è ben guardato anche
solo di rispondere. Ci ha ascoltato l'associazione VOGLIO VIVERE di Anna
Massone (www.vogliovivere.it) tel. 010 5958259
, ma fatichiamo a rendere le persone
consapevoli a dare informazioni e soprattutto non ha televisioni e giornali a portata
di mano! Le allego 2 delle tante leggi depositate in parlamento per modificare
la Legge Dini.
Le espongo il problema, al massimo non risponderà neppure lei. La legge sulle
pensioni, la legge Dini del 1995, stabilì che in caso di pensione indiretta
o reversibile, se il superstite possiede altri redditi, essa viene ridotta
del 25% se oltre alla pensione ha un reddito annuo superiore a tre volte il
trattamento minimo, che per il 2009 è pari a € 17.869,80, del 40% se ha un
reddito annuo superiore a quattro volte il trattamento minimo che per il
2009 è pari a € 23.826,40 e infine del 50% se ha un reddito annuo superiore a
cinque volte il trattamento minimo che per il 2009 è pari a € 29.783,00.  se
guardiamo gli importi anche con con 29mila (LORDI) e passa euro all’anno non siamo di
fronte a redditi da nababbo   le decurtazioni, varate sulla scia dei
provvedimenti del 1992 quando sembrava che la previdenza pubblica stesse
per fare bancarotta, dopo più di 10 anni si rivelano ingiustamente punitive,
senza peraltro contribuire a dare un minimo di sollievo alla spesa pensionistica.
Questi tagli inoltre vanno contro i principi stessi del legislatore, perché
la  pensione riversibile decurtata, non consente di mantenere quell “adeguato
tenore di vita” voluto dalla stessa legge di riforma. La giustificazione
data è che le esigenze familiari si riducono  al ridursi dei suoi membri, ma
questo non tiene conto del fatto che la pensione di reversibilità già tiene conto
di questo poichè la quota reversibile è del 60/ e non del 100/ proprio perchè
tiene conto del venir meno della persona, perciò in realtà chi subisce il
taglio del 50% secondo la legge Dini di fatto  viene a percepire il 50% del
60% ovvero il 30% del 100% che gli sarebbe dovuto secondo i contributi versati
per il futuro proprio e della propria falmiglia! i. Se è vero che il venir meno
del coniuge fa diminuire alcune tipologie di spesa, come l’alimentazione ed  il
vestiario, non dimezza certamente la bolletta del gas e della luce né il
mutuo per la casa. Il pagamento della rata di mutuo molte volte  già gravoso
prima dell’evento, diventa  in molti casi un vero incubo fonte  di tantissimi
drammi.
Qualche volta, e  non raramente, si sono dovuti fare i mitici salti mortali
per potervi far fronte. Molte sono le vedove che impossibilitate a continuare i
pagamenti, sono state costrette a vendere l’appartamento dove abitavano.
Le faccio anche presente che se la quota parte di pensione di un figlio
supera i 2840 Euro all'anno questi non viene più considerato fiscalmente a
carico!!!!
Torna ad essere in carico fiscale quando bisogna pagare le tasse
universitarie (che però non si possono scaricare sul 730 perchè il figlio non è
fiscalmente a
carico) perchè in quel caso il genitore deve dichiarare attraverso l'ISEE
il reddito di tutta la famiglia in quel caso torniamo ad essere
famiglie!!!!!!!!
Ovviamente non avendo i figli a carico non abbiamo diritto a detrazioni
fiscali se due coniugi prendono rispettivamente 20.000 euro l'anno pagheranno una
aliquota Irpef  mediamente bassa entrambi,  una vedova con 30.000 euro 
comprensivi della reversibiltà già decurtata dai tagli della legge Dini
pagherà una aliquota Irpef più alta di due coniugi ...ma lei o lui la famiglia se
lacrescono da soli!!!!!!!!!!!
Questo senza esagerare né fare del facile pietismo  ma con carte leggi e
730 alla mano!!!!!!!
L'’esigenza di trovare qualche rimedio contro i tagli alla
pensione ai superstiti, richiesta a viva voce da noi  interessati, sembrava
aver fatto breccia nel cuore dei governanti e quando si cominciò a parlare
della possibilità di abolire il divieto di cumulo fra reddito e pensione,
si pensò che quella  sarebbe stata la volta buona. Invece niente di tutto
questo.
Infatti l’articolo 19 del D.L. 25 giugno 2008, n. 112, convertito con la
Legge 6 agosto 2008, n. 133 che ha abolito il divieto di cumulo tra trattamenti
pensionistici e redditi di lavoro dipendente, ha lasciato escluse le
pensioni di riversibilità e indirette. Si è cercato anche di agire per via
legislativa, ma inutilmente. In Parlamento giace ormai sotto uno spesso strato di
polvere una  apposita proposta di legge di modifica (n. 1704 del 28/9/2008,
assegnata in commissione a novembre dello stesso anno). Non vedrà mai la  luce.
La ringrazio e se mai volesse parlarne le lascio i miei
referimenti, domattina le girerò la mail che inviai a Rienzi.
Anna Maria C. Vorrei dirle molto di più ma sono stanca!
Anna C.

 STRISCIA LA NOTIZIASI VERGOGNI PER AVER ANCORA UNA

VOLTA APPOGGIATO CODAONS NEL DIVULGARE FALSE VERITA' L'ENNESIMO VERGOGNOSO TENTATIVO DI SCIPPO DA PARTE DI CODACONS: SI VANTA DI VITTORIE NON SUE CREANDO INOLTRE VOLUTAMENTE CONFUSIONE
tra
1)PENSIONI DI REVERSIBILITA'
(lavoro che noi stiamo svolgendo da 6 mesi molto seriamente per riuscire a preparare il ricorso a tutti i pensionati depredati e depositarli celermente, prima che venga modificata la Costituzione)
e
2) IIS - INDENNITA' INTEGRATIVA
(causa vinta non da codacons ma dall' Avv. Filippo de Iorio Sentenza n. 256/09 del 24 aprile 2009 - Prima Sezione Centrale d'Appello - In tema di cumulo dell'indennità integrativa speciale
 
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