BASTA MULTE CON L’INGANNO!!

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BASTA MULTE CON L’INGANNO!!
COMUNICATO STAMPA
15 GIUGNO 2005
AUTOVELOX:
L’ASSESSORE MERELLA CONDIVIDE IL
PROGETTO DELL’ASSOCIAZIONE “VOGLIO VIVERE”
DECIDENDO COSI’ D’AIUTARE GLI AUTOMOBILISTI:
BASTA MULTE CON L’INGANNO!! 
MA IL MINISTERO DEI TRASPORTI BOCC IA LA PROPOSTA
“Ringraziamo l’Assessore al Traffico Arcangelo Merella per avere già proposto il mese scorso il nostro progetto di indicatori luminosi per le strade più a rischio della Liguria”, dice la Presidente dell’Associazione “Voglio Vivere” Anna Massone.
“Finalmente, invece di pensare a fare cassa , il Comune si appresta a fare qualcosa in favore degli automobilisti – continua Anna Massone - d’altronde è proprio la ratio della legge quella di educare a rispettare i limiti di velocità e prevenire la possibilità di gravi incidenti. Come ammette anche il Prefetto di Genova Giuseppe Romano, l’accanimento sanzionatorio deve finire, perché gli automobilisti non possono essere ingannati con autovelox installati nei posti più inaccessibili e quanto più nascosti alla vista, in una eterna lotta a chi è più furbo. Inoltre, gli automobilisti distratti dalla ricerca degli autovelox per evitare una multa mettono in grave pericolo la loro e la vita sono un grave pericolo e possono causare incidenti coinvolgendo chi rispetta i limiti di velocità. Il Codice della Strada detta regole per la sicurezza e non parametri per un videogame, dove gli autovelox sbucano a sorpresa e ti azzerano il portafogli con multe salate”.
“Peccato che il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti competente per materia abbia rigettato la proposta dell’Assessore Merella ponendo un vero e proprio veto. Il Ministero, che di solito accetta le proposte innovative, in questo caso ha detto un secco no agli indicatori di velocità perché non essendo previsti dal Codice della Strada non sono omologabili ne sperimentabili e sarebbero di nessuna utilità, anzi incentiverebbero alcuni indisciplinati automobilisti a correre di più”, prosegue Anna Massone. “Noi dell’Associazione “Voglio Vivere” invece,  riteniamo che sia fonte di distrazione pericolosissima l’esistenza (o l’inesistenza?) di segnaletica che costringe gli automobilisti a scrutare intorno  alla ricerca di segnali di divieto o altro, semafori seminascosti da alberi frondosi o quant’altro e strisce pedonali sbiadite, oltre ad essere distratti da profonde buche nel manto stradale al fine di evitarle con manovre brusche che potrebbero causare incidenti (in particolare i motociclisti).
Continua  Anna Massone: “Sono stupita dal divieto posto dal  Ministero dei Trasporti in quanto la cartellonistica non omologabile né sperimentabile è già presente nei tratti urbani di alcune strade, ad esempio nel cuneese e sono sicura sia un buon deterrente.