TASSO ANCH’IO? NO, TU NO.
TASSO ANCH’IO? NO, TU NO.
VOGLIO VIVERE SI SCHIERA
CONTRO LA CORSA ALLE TASSE SUL TURISMO
“Turismo in ripresa in gran parte d’Italia, ma non in Sardegna grazie a Soru. Fortunatamente la tassa sul lusso non ha avvantaggiato solo i cugini francesi della Corsica o i lidi stranieri del Mediterraneo”, dice Anna Massone, Presidente Nazionale del Coordinamento di Associazioni VOGLIO VIVERE. “Ci giungono telefonate di ristoratori ed albergatori di Sicilia, Toscana, Campania e Liguria che ringraziano Soru per avere convinto i turisti a cambiare meta ed a scoprire così coste e spiagge meravigliose senza il balzello su barche, case ecc. ecc. Purtroppo, come avevamo previsto, sono molti quelli che hanno preferito abbandonare del tutto l’Italia e così abbiamo avuto ringraziamenti, che gireremo a Soru, da isole greche, Croazia e Spagna”.
Anna Massone continua evidenziando che molti sindaci italiani prospettano l’introduzione di tasse a vario titolo, di importo non certo paragonabile a quello della tassa Soru, che dovrebbero coprire le spese di manutenzione e servizi nei periodi di grande affluenza turistica. “La tassa di soggiorno è stata abolita anni fa ed è rimasta in vigore solo nella provincia autonoma di Bolzano. VOGLIO VIVERE è assolutamente contraria alla sua reintroduzione, come è contraria alle tasse mascherate da contributi per l’ambiente, lo sviluppo, l’arte o la pulizia dei tombini. In Italia l’IVA sul settore turistico si attesta al 10% e supera di due-tre punti quella di altri paesi europei nostri concorrenti. Federalismo fiscale non significa fiscalismo federale e con ciò intendo dire che il prelievo fiscale non deve aumentare ma ridistribuirsi. Così, se si pagano già 10 euro di IVA ogni 100 spesi in albergo o al ristorante, si pagano 2-3 euro in più che devono essere restituiti dallo Stato centrale ai Comuni per coprire le maggiori spese dovute all’afflusso turistico. Anche le solite accise sui carburanti sono più elevate di quelle del resto d’Europa. Se non le si vuole abbassare (noi consumatori continueremo a chiederlo), si potrebbe costituire un fondo con una percentuale di tali accise da ridistribuire ai Comuni, ad esempio in base al numero di turisti. Quindi, mantenendo costante, possibilmente diminuendo il prelievo fiscale, ed aumentando l’efficienza ed efficacia della spesa pubblica si ottiene ciò che è richiesto da Soru e che comincia ad essere richiesto, anche se con meno voracità, dai sindaci italiani”.
stampa articolo