Flop della super-ICI sarda”
La settimana scorsa è apparso su “Il Sole-24 Ore” un articolo dal titolo “Flop della super-ICI sarda” nel quale venivano diffusi i dati comunicati dall’Agenzia R.A.S. per le Entrate.
Sulla base di tali dati, lu Telefono Blu ha stilato un suo rapporto che, sostanzialmente, si basa sugli stessi dati e ci dice che ha pagato circa 1 contribuente su 3.
E’ noto che il risultato di una frazione dipende dall’entità del numeratore e del denominatore. Così, se i proprietari sono 60.000 e pagano in 20.000 il risultato è che ha pagato 1 contribuente su 3.
Solitamente, la matematica non è un’opinione, ma in questo caso lasciateci dubitare della correttezza dei dati forniti dalla R.A.S. (ed utilizzati senza fare controlli e calcoli da Telefono Blu) che in pochi mesi ha dovuto censire i 562.000 (dato fornito dal Dott. Carta, Presidente della Provincia Ogliastra) immobili siti sul territorio regionale e verificare:
- se i titolari del diritto di proprietà o di altro diritto reale hanno domicilio fiscale fuori dalla Regione;
- se i titolari del diritto di proprietà o di altro diritto reale sono nati in Sardegna o sono figli di Sardi o coniugati con Sardi al fine di essere esclusi dal pagamento dell’imposta per il 2006;
- se gli immobili sono situati entro i 3 chilometri dalla battigia oppure entro i 300 metri al fine dell’applicazione della maggiorazione del 20 per cento;
- se gli immobili risultano accatastati con la superficie catastale ai fini dell’applicazione della legge /2007 oppure, in caso contrario, procedere ad una stima provvisoria.
I parametri in gioco sono tali e tanti da inficiare facilmente la possibilità di ottenere risultati certi e rispondenti alla realtà. Questa tesi è suffragata dal balletto di cifre che da mesi interessa tali dati. Peraltro, la consistenza del prelievo può essere dichiarata solo dall’A.R.A.S.E. che incassa per conto della Regione e che ha accesso ai dati relativi alle posizioni dei contribuenti. Ma chi controlla se l’A.R.A.S.E. ha raccolto ed elaborato i dati corretti?
Tra le tante incertezze che avvolgono la c.d. tassa sul lusso c’è anche quella relativa alle denunce presentate alla Commissione Europea.
La nostra Associazione VOGLIO VIVERE …mi manda Anna Massone, ha presentato la denuncia il 16 luglio 2006 registrata con il protocollo n. 5.998.
Telefono Blu dice di avere presentato denuncia alla Commissione Europea il mese successivo (fine agosto), ma stranamente sarebbe registrata con il n. 4.841.
A quanto pare, la matematica è un’opinione se i numeri di protocollo vanno all’incontrario, come il treno dei desideri cantato da Adriano Celentano.
Telefono Blu di Cagliari, come le canne al vento, parrebbe essere anch’esso soggetto ai venti di Maestrale in quanto da un momento all’altro propone: prima di
(1) non pagare chiedendo 100 euro a persona (oltre ai 1.200 euro a consorzio) per il ricorso alla Commissione (il famoso protocollo n. 4841),
poi il vento lo fa ondeggiare e lo piega sull’altro lato epropone diiscriversi e versare 100 europer
(2)pagare la tassa e chiedere il rimborso (spese a parte),
poi torna alla linea precedente
(3) non pagare, con la solita richiesta di 100 euro per fare il ricorso.
Inoltre inizialmente dichiara di avere 10.000 aderenti e poi solo centinaia. La matematica è decisamente un’opinione. E poi che dire del centralino 199.44.33.78? Stesso numero Codacons: tutti chiedono l’iscrizione ma uno ti dice che la tassa è giusta e l’altro no o forse.
Si smetta di confondere le idee agli utenti e si inizi a dar loro una corretta e seria informazione.
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