class action:attenti alle bufale
| CLASS ACTION: ATTENTI ALLE BUFALE! 1°) entrerà in vigore solo nel 2010 pertanto attenzione a raccolte di dati ed iscrizioni per unirvi a cause non fattibili 2°) sarà solo ed esclusivamente per controllate il sito: http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/collegato_sviluppo/index.html Consumatori: la class action, che non sarà retroattiva ed entrerà in vigore non prima del gennaio 2010....... diventa operativa la class action e vengono introdotte nuove misure a tutela dei consumatori per una maggiore trasparenza dei servizi energetici e di telecomunicazione. |
I NOSTRI PIU' VIVI COMPLIMENTI A QUESTI SIGNORI DI CODACONS - LISTACONSUMATORI
Dal sito Codacons ListaconsumatoriA. De P.
SEI TROPPO SERIO E QUINDI SCOMODO?..... UN CALCIO NEL SEDERE!
Prima che fosse lui a interessarsene in prima persona, il Codacons, a Rimini praticamente non esisteva. Ma dal 15 dicembre del 2005, da quando cioè Alessandro Ceriani assume il ruolo di coordinatore per la provincia, l’associazione presieduta da Carlo Rienzi diventa una "potenza" nel territorio
Prima che fosse lui a interessarsene in prima persona, il Codacons, forse la più famosa tra le associazioni dei consumatori italiane, in quella parte della riviera romagnola praticamente non esisteva. Ma dal 15 dicembre del 2005, da quando cioè Alessandro Ceriani assume il ruolo di coordinatore responsabile per la provincia di Rimini, l’associazione presieduta da Carlo Rienzi diventa una «potenza» nel territorio. Nel maggio del 2009 addirittura stringe, attraverso la «Lista consumatori» (l’emanazione politica diretta dell’associazione), un’alleanza elettorale con il futuro presidente della provincia, il piddino Stefano Vitali. Vitali successivamente vince le elezioni e il 25 giugno si insedia. In questa vittoria elettorale, per Ceriani, c’è l’inizio della fine.
Il fatto è che Ceriani, libero professionista nel settore elettromedicale, il consumerismo lo ha sempre visto, forse banalmente, come un servizio a favore del consumatore e degli utenti; una «missione» da affrontare senza porsi domande di opportunità politica. Per questa ingenuità è stato «trombato». «Sono stato cacciato dopo quattro anni per aver fatto - denuncia - quello che un’associazione dei consumatori che si definisce indipendente deve fare». Che cosa? A inizio mese Ceriani avvia un’inchiesta sugli uffici di collocamento per disabili dell’Emilia Romagna, ovvero quelle strutture pubbliche, emanazione della Provincia, finalizzate ad aiutare persone con handicap nella ricerca di un impiego. Risultato: secondo Ceriani la struttura di Rimini presenta «scomodità logistiche» e «deficit di accoglienza». I giornali locali pubblicano i risultati dell’inchiesta, la Provincia ribatte a mezzo stampa, le polemiche montano. E il Codacons - nella figura del presidente regionale, l’avvocato Bruno Barbieri - si incarica di redarguire Ceriani, reo di aver dato fastidio alla Provincia «amica». Non basta. Dopo qualche giorno, il 12 dicembre, Ceriani viene definitivamente «radiato», allontanato dall’associazione. «Il Codacons tradito da Ceriani - ha scritto in una nota Barbieri, come ha riferito La Voce di Romagna - rinnova il proprio appoggio a Vitali».
Tutto finito: il segretario provinciale riottoso eliminato, il patto politico tra Codacons e Provincia rinsaldato. Resta soltanto l’amarezza di Ceriani, convinto di essere stato fatto fuori per altri motivi che l’inchiesta sui centri di impiego. Il fatto è che Ceriani non è mai stato un segretario provinciale «ligio alla linea» del Codacons, struttura gerarchizzata e molto centralizzata che vede al vertice quel Rienzi da 303mila euro all’anno (reddito 2005 lordo). Nel gennaio del 2007 Ceriani invia al Cncu (il Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti che rappresenta tutte le maggiori associazioni dei consumatori) una richiesta formale di informazioni: vuole sapere come e quanto le associazioni dei consumatori vengono finanziate dai fondi pubblici distribuiti dal ministero per lo Sviluppo economico. «Sono passati due anni, e nessuno mi ha mai risposto - commenta Ceriani -. E dire che all’epoca ero coordinatore provinciale di una delle associazioni più rappresentative. Come dire, il consumerismo italiano non brilla certo per trasparenza».
Il fatto è che Ceriani, libero professionista nel settore elettromedicale, il consumerismo lo ha sempre visto, forse banalmente, come un servizio a favore del consumatore e degli utenti; una «missione» da affrontare senza porsi domande di opportunità politica. Per questa ingenuità è stato «trombato». «Sono stato cacciato dopo quattro anni per aver fatto - denuncia - quello che un’associazione dei consumatori che si definisce indipendente deve fare». Che cosa? A inizio mese Ceriani avvia un’inchiesta sugli uffici di collocamento per disabili dell’Emilia Romagna, ovvero quelle strutture pubbliche, emanazione della Provincia, finalizzate ad aiutare persone con handicap nella ricerca di un impiego. Risultato: secondo Ceriani la struttura di Rimini presenta «scomodità logistiche» e «deficit di accoglienza». I giornali locali pubblicano i risultati dell’inchiesta, la Provincia ribatte a mezzo stampa, le polemiche montano. E il Codacons - nella figura del presidente regionale, l’avvocato Bruno Barbieri - si incarica di redarguire Ceriani, reo di aver dato fastidio alla Provincia «amica». Non basta. Dopo qualche giorno, il 12 dicembre, Ceriani viene definitivamente «radiato», allontanato dall’associazione. «Il Codacons tradito da Ceriani - ha scritto in una nota Barbieri, come ha riferito La Voce di Romagna - rinnova il proprio appoggio a Vitali».
Tutto finito: il segretario provinciale riottoso eliminato, il patto politico tra Codacons e Provincia rinsaldato. Resta soltanto l’amarezza di Ceriani, convinto di essere stato fatto fuori per altri motivi che l’inchiesta sui centri di impiego. Il fatto è che Ceriani non è mai stato un segretario provinciale «ligio alla linea» del Codacons, struttura gerarchizzata e molto centralizzata che vede al vertice quel Rienzi da 303mila euro all’anno (reddito 2005 lordo). Nel gennaio del 2007 Ceriani invia al Cncu (il Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti che rappresenta tutte le maggiori associazioni dei consumatori) una richiesta formale di informazioni: vuole sapere come e quanto le associazioni dei consumatori vengono finanziate dai fondi pubblici distribuiti dal ministero per lo Sviluppo economico. «Sono passati due anni, e nessuno mi ha mai risposto - commenta Ceriani -. E dire che all’epoca ero coordinatore provinciale di una delle associazioni più rappresentative. Come dire, il consumerismo italiano non brilla certo per trasparenza».
#22 oiramissor (107) - lettore
il 28.12.09 alle ore 6:15 scrive:
La trave nei loro occhi non la vogliono vedere siamo sempre noi.... i fessi, che vengono munti. Non per ripetermi ma sono del parere che lo stato non debba finanziare partiti, giornali,riviste, associazioni varie, coop etc etc etc....Ne guadagnerebbe l'estro dell'italiano che a idee non e' secondo a nessuno. I soldi recuperati che sarebbero una montagna usarli per risanare la voragine del debito pubblico e per aiutare chi veramente merita di essere aiutato, eliminare tutti i favoritismi a qualsiasi livello, ognuno dovra' sudarsi le sue sette camicie.
#21 falchi (25) - lettore
il 28.12.09 alle ore 1:29 scrive:
HAWKS, Basta dare soldi pubblici a questi ENTI, poi li senti parlare in TV come fossero economisti di rango. A lavorare sotto padrone produrre non ciance .
#20 Luigi Morettini (3119) - lettore
il 27.12.09 alle ore 23:02 scrive:
Alessandro Ceriani anzichè versare lacrime di coccodrillo denunci i misfatti di cui è a conoscenza. Solo così si possono smascherare i suoi "compagni" che hanno deciso di silurarlo. Dimostri veramente ai consumatori chi sono "quelli" che non si stancano mai di prenderli per i fondelli. E per di più con esagerati stipendi da nababbi. Il primo scandalo indecente da scoperchiare ed eliminare.
#19 bloodisland (326) - lettore
il 27.12.09 alle ore 18:12 scrive:
come mai non c'è un inchiesta aperta,forse i reati rossi nonsono soggetti all'obbligatorietà?
#18 pino d. (1585) - lettore
il 27.12.09 alle ore 18:10 scrive:
Ne ero convinto da tempo. Tante associazioni di "consumatori" son solo strutture politiche di fiancheggiamento e sostegno alla sinistra. Basta osservare come tacciano quando ci sarebbe da difendere i consumatori da industrie che fiancheggiano la sinistra. Oppure, basta vedere come riescono a scoprire le magagne pluridecennali a Roma, solo ora che il Sindaco non è dei loro. E qui scatta la ovvia conclusione: dove ci son sindaci non di sinistra, le associazioni dei consumatori scavano anche i foruncoletti. Quindi, se tutti, dovunque, votassero ed eleggessero Amministratori non di sinistra, gli Enti locali sarebbero costantemente sotto la lente d'ingrandimento degli Sherlock Holmes, difensori dei consumatori. L'invito è: facciamoli lavorare, ‘sti paladini del pubblico interesse. Basta riflettere bene al momento del voto. pino d.
#17 antonio belfiore (28) - lettore
il 27.12.09 alle ore 16:52 scrive:
E questi signori ci dovrebbero difendere!? Da chi? Da che cosa?
#16 pino d. (1585) - lettore
il 27.12.09 alle ore 15:04 scrive:
Ne ero convinto da tempo. Tante associazioni di "consumatori" son solo strutture politiche di fiancheggiamento e sostegno alla sinistra. Basta osservare come tacciano quando ci sarebbe da difendere i consumatori da industrie che fiancheggiano la sinistra. Oppure, basta vedere come riescono a scoprire le magagne plurudecennali a Roma, solo ora che il Sindaco non è dei loro. E qui scatta la ovvia conclusione: dove ci son sindaci non di sinistra, le associazioni dei consumatori scavano anche i foruncoletti. Quindi, se tutti, dovunque, votessero ed eleggessero Amministratori non di sinistra, gli Enti locali sarebbero costantemente sotto la lente d'ingrandimento degli Sherlock Holmes, difensori dei consumatori. L'invito è: facciamoli lavorare, sti paladini del pubblico interesse, basta riflettere bene al momento del voto. pino d.
#15 venividi (261) - lettore
il 27.12.09 alle ore 14:53 scrive:
Mi ero tempo fa rivolta ad una di queste associazioni - estensione di un sindacato - per una informazione. Mi dicono di prendere appuntamento. Dato che non abito dietro l'angolo chiedo se è almeno prevista una via di uscita al problema. L’interlocutrice mi ripete che devo andarci di persona. In sede, dopo un’ora di ritardo, vengo ricevuta da quella stessa persona che mi dice - senza neanche cercare nei suoi manuali - che non c'è soluzione al problema. Io rispondo: "La stessa domanda gliela avevo già fatta al telefono stamattina, non poteva rispondermi senza farmi affrontare inutilmente un viaggio in treno e una bella scarpinata sotto la pioggia e al freddo ?” Ha avuto la faccia tosta di irritarsi: non dava informazioni al telefono e che comunque ero “stata ricevuta gratuitamente".
#14 giottin (805) - lettore
il 27.12.09 alle ore 14:33 scrive:
lannutti e rienzi, ovvero i due pontificatori di striscia la notizia, sempre e solo loro due che con grande enfasi ci mettono in guardia (?): caro Ricci, se è vero che vuoi essere imparziale, fai parlare anche qualcun altro altrimenti non sei più credibile !!!!!
#13 mezzalunapiena (66) - lettore
il 27.12.09 alle ore 12:29 scrive:
non credo checeriani abbia scoperto l'acqua calda,panorama ha scritto diversi articoli sulle tante associazioni che sono finanziate dallo stato presentando una lista di iscritti che nessuno controlla ma che tende sempre ad aumentare per avere più soldi,nel totale disinteresse di chi dovrebbe controllare
#12 agostino.vaccara (564) - lettore
il 27.12.09 alle ore 12:18 scrive:
Certo che 303 mila euro sono tanti! Se si pensa a quante persone potrebbero "campare" meglio con una minima parte di questa somma, verrebbe il desiderio di mettere immediatamente in galera questo tristo personaggio.
#11 erpigna (75) - lettore
il 27.12.09 alle ore 11:59 scrive:
Sig. Tremonti, in italia ci sono 13 associazioni dei consumatori. non le sembrano un pò troppe? Sig. Tremonti è possibile conoscere quanti sono i consumatori associati? Mai conosciuto uno che sia un socio di dette associazioni. Sig. Tremonti, perchè non fa una indagine con la guardia di finanza senza attendere le false dichiarazioni dei modelli EAS ? Sig. Ministro, come fa un presidente di di associazione a avere un reddito di 300000 € nel 2005 e chissà quanto nel 2009? Le cùhiedo ancora perchè la finanza non indaga su certi esercizi commerciali a 10 entrate dove non si vede mai nessuno dentro? quanto pagano di affitto mensile ? ***
#10 gigigi (729) - lettore
il 27.12.09 alle ore 11:58 scrive:
Bravi! Dichiariamo guerra totale e continua a tutte queste Associazioni del Nulla, che rubano, in continuazione, soldi dei contribuenti, senza mai fare nulla di produttivo. Sono le code dei partiti democristiani e comunisti, che le hanno inventate, anche se ormai strisciano pesantemente dietro i loro ideatori affossati e non riescono ad avanzare piu'. Per questo, predicano ancora bufale! Sperano che qualche persona, magari del paesello, possa ancora plagiarsi e convincersi alla loro politica. Sapete? Ne va' delle loro poltrone! E il "posto" deve essere difeso, anche con le c.....e.
#9 yure22 (1066) - lettore
il 27.12.09 alle ore 11:40 scrive:
Se invece di regalare soldi a politici intruffolati in certe opere di(BENE) lo stato aumentasse l'accompagnamento agli invalidi? Tanto si sa dove finiscono i soldini regalati a certe associazioni. Predica bene la sinistra ma cosa fanno i sindacati per i precari delle ipercoop?
#8 Snoopy59 (199) - lettore
il 27.12.09 alle ore 11:38 scrive:
Queste associazioni pro consumatori servono solo a far fare la bella vita agli adepti, bella vita guadagnata non con il lavoro ma alla faccia dei creduloni che li assumono a loro protettori, in pratica l'Italia è diventata una nazione di *********. Ci rendiamo conto di quanti parassiti dobbiamo mantenere con il nostro povero lavoro? ..politici di tutte le razze, comunali , provinciali, regionali, parlamento centrale, sindacalisti, associazioni e chi più ne ha ne metta, e in fine a mò di ciliegina il fossile Re-cerbero, che con la scusa di custodire la costituzione si garantisce la vita da pubblico reale per se e per le sue generazioni future. In Senato vivono ancora indisturbati tre ex Re-cerberi più il cerbero regnante fanno quattro cariatidi dal costo non quantificabile. Berlusconi dovrebbe mettere ordine in questo paese? Impresa impossibile perfino a Dio. Per non parlare poi del mondo industriale e finanziario..altro che clan mafioso! A noi non resta che scappare da questa cloaca.
#7 rbluke (882) - lettore
il 27.12.09 alle ore 11:29 scrive:
Figuriamoci se i compagni non avevano messo le mani anche su questa forma di associazionismo, ennesima dimostrazione della loro impareggiabile efficienza quando si tratta di dragare finanziamenti, poltrone e opportunità di propaganda politica. Il partito degli onesti...tse!
#6 danianto (1567) - lettore
il 27.12.09 alle ore 10:58 scrive:
pure e semplici associazioni a delinquere al servizio delle più becere delle sinistre italiane. Parassiti su parassiti
#5 Dario40 (2694) - lettore
il 27.12.09 alle ore 10:53 scrive:
basta soldi pubblici a queste pseudo-organizzazioni in difesa dei consumatori, che invece difendono solo le tasche dei loro dirigenti.
#4 fedeleasnaghi (11) - lettore
il 27.12.09 alle ore 10:44 scrive:
Non vedo dove o per cosa ci si debba meravigliare. Se togliamo gli ENTI INUTILI, e per enti leggi tutte quelle strutture senza un fine utile, se non a coloro che ne sono presidenti o consiglieri o che altro, DOVE METTIAMO I SENZA ARTE NE PARTE che dobbiamo retribuire con soldi pubblici, quale pagamento dell'appoggio politico prestato? Forse si dovrebbe pensare che il voto di scambio vale solo per determinate occasioni, solo se politicamente utile? NON C'E' PROPRIO NIENTE DI NUOVO SOTTO IL SOLE.-
#3 steacanessa (1855) - lettore
il 27.12.09 alle ore 10:03 scrive:
Trecentotremila euro l'anno nel 2005? Per fare comparsate televisive (in proposito sarebbe opportuno che il buon Ricci, capo di Striscia la notizia, ponesse maggior attenzione nella scelta dei soggetti che si autoproclamano difensori dei consumatori) e sproloquiare con piglio cattivo ed arrogante? Ma quel mare (600 milioni annui delle vecchie lire) di soldi da dove proviene? Non c'è nessun organo di vigilanza su questi baracconi? Non c'è nessun pm interessato? Sarà mica perchè i carrozzoni sono tutti in mano ai sinistri?
#2 Gio47 (328) - lettore
il 27.12.09 alle ore 9:40 scrive:
ecco un esempio, *******o per aver denunciato le pecche dei sinistri, sarebbe ora di rimettere le tessere di queste associazioni vampiri, come già fece il sottoscritto nel 2000.
#1 bruna.amorosi (257) - lettore
il 27.12.09 alle ore 9:37 scrive:
ma che è una novità? è questo il male della sinistra loro vedono l'ago nell'occhio del vicino ma non la trave nei loro il guaio per loro è che la gente si è svegliata ed ormai non gli crede più in quanto sia nel sindacato che nelle codacos sono tutti padroni della sinistra e loro ne sono imprigionati .se volessero uscirne fuori dovrebbero diventare onesti ma non succedrà l'onestà non è cosa loro .....e prima o poi questa sarà la loro fine politica
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