L’ECO-BALLA: POCO “ECO” E MOLTO “BALLA”

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L’ECO-BALLA: POCO “ECO” E MOLTO “BALLA”
COMUNICATO NAZIONALE
L’ECO-BALLA: POCO “ECO” E MOLTO “BALLA”
“Mentre la Finlandia costruisce i suoi depositi per lo smaltimento geologico di rifiuti radioattivi ed affida la produzione di energia ai reattori nucleari, senza demandare ad altri tali gravose incombenze e senza rivolte di massa della popolazione, l’Italia preferisce non fare e dichiararsi rispettosa dell’ambiente. Così abbiamo il Governatore Soru che nella “sua” Sardegna permette l’ingresso a tonnellate di spazzatura da bruciare negli inceneritori che, altrimenti, sarebbero sottoutilizzati, tanto pochi sono gli abitanti, compresi i tanto vituperati turisti.
Ma i rifiuti che nessuno vuole in Italia, a parte Soru (che non agisce certo per altruismo), sono in realtà un affare molto ambito in Svizzera ed in Germania".
Anna Massone, presidente nazionale dell'associazione VOGLIO VIVERE, che da anni segue con i suoi validissimi collaboratori le molteplici vidende dei poveri consumatori, prosegue: "A Ginevra, l’impianto di Cheneviers, che associa la gestione non inquinante dei rifiuti e la produzione di energia elettrica, è pronto a ricevere i rifiuti campani.
In Germania già da sette anni bruciano la spazzatura campana alla modica cifra di circa 110 euro a tonnellata ed ottengono energia elettrica a nostre spese. Non ci stupisce che vorrebbero costruire in Renania un inceneritore da 100 megawatt dedicato esclusivamente allo smaltimento di tutti i rifiuti della Campania ed alla produzione di energia elettrica.
Infatti, lo smaltimento in discarica in altre regioni italiane sarebbe costato meno della spedizione in Germania che, compreso il viaggio in treno, ammonta a 215 euro a tonnellata. Tuttavia, è più conveniente esportare la spazzatura poiché il costo per lo smaltimento in Campania và dai 290 euro a tonnellata fino ai 1000 euro e cioè: 120 euro per ottenere le ecoballe + 20 euro trasporto + 150 euro per lo sconcludetoccaggio provvisorio su terreni affittati o acquistati. E sì, perché lo stoccaggio provvisorio è provvisorio dal 2001 ed i costi lievitano di conseguenza. In 14 anni di emergenza rifiuti e di incapacità dei nostri amministratori (e di clientelismo) abbiamo sprecato due miliardi di euro tra un commissariamento e l’altro.
Intanto, prima acquistano a caro prezzo e poi producono rifiuti da smaltire a carissimo prezzo indipendentemente dalla regione di residenza. Facciamo un esempio: una famiglia  paga mediamente 200 -300 euro, ma anche di più, per 300 chili, chi più chi meno, di rifiuti all’anno. Significa che paghiamo circa 900 euro per smaltirne una tonnellata. Inoltre paghiamo l’ecotassa sugli imballaggi, i contributi al CONAI, le addizionali sulla bolletta della luce per la termovalorizzazione delle biomasse.
Ci avevano promesso che con l’arrivo della TIA avremmo pagato in base al quantitativo di rifiuti prodotto e ciò avrebbe incentivato senz’altro la raccolta differenziata. Invece, continuiamo a pagare salato e non esiste una vera raccolta differenziata per la gioia di quanti continuano a lucrare sulle (eco) balle che ci raccontano".