CONTRO IL CARO SPIAGGIA, SCIOPERO DEL LETTINO!!!

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CONTRO IL CARO SPIAGGIA, SCIOPERO DEL LETTINO!!!
CONTRO IL CARO SPIAGGIA, SCIOPERO DEL LETTINO!!!
 
TROPPI  STABILIMENTI DETURPANO IL PAESAGGIO
E DISCRIMINANO I CITTADINI
 
DA “VOGLIO VIVERE” UNA PROTESTA  ED UNA PROPOSTA:
SPIAGGE LIBERE PER TUTTI
 
“Cabina, due lettini ed ombrellone costano al mese quanto l’affitto di un monolocale o di un bell’appartamentino al mare e cioè dai 700 euro fino ad arrivare a più di 2000 euro per le spiagge più esclusive. Per un solo giorno si spendono 30-40 euro. E’ mai possibile?” si chiede Anna Massone, Presidente di Voglio Vivere. “L’anno scorso ci siamo confrontati con i gestori degli stabilimenti balneari che lamentavano gli aumenti dei canoni demaniali, sospesi da tempo. Con l’inizio dell’estate e con la richiesta dei paventati aumenti da parte della Regione, il problema si ripresenta invariato. I gestori denunciano di dovere pagare decine di migliaia di euro per le concessioni e di dovere sostenere costi crescenti per il personale. Chiedono che sia fatta una classificazione degli stabilimenti in base alla qualità e quantità dei servizi offerti e si paragonano al settore alberghiero. Tuttavia, non si possono paragonare le due attività. Le spiagge e le coste sono limitate nello spazio e danno l’accesso al mare che è un bene di tutti. Mentre si può scegliere un albergo in periferia, non si può optare per una spiaggia meno costosa perché in realtà non la si trova. Quando una risorsa è limitata è legge di mercato che l’offerta ristretta faccia aumentare i prezzi con l’aggravante che chi non può permetterselo deve semplicemente rinunciare ad andare al mare.Riteniamo che ciò non solo sia ingiusto, ma anche discriminatorio.
Ecco, quindi, la nostra richiesta, partita in questi giorni, a tutte le Amministrazioni interessate affinché
1) siano intensificati i controlli sulla presenza dei listini all’ingresso degli stabilimenti balneari e non a mezzo metro dalla cassa, sotto l’occhio vigile dell’addetto;
2) si provveda a pianificare per il futuro l’eliminazione degli stabilimenti in eccedenza laddove ormai la spiaggia è diventata un’unica distesa di cemento riservata esclusivamente a chi paga e si recuperino, in tal modo, spiagge libere accessibili anche ai portatori di handicap con al più l’offerta di servizi facoltativi a pagamento;
3) siano resi pubblici gli importi dei canoni versati onde evitare che diventino un alibi per i soliti furbi, speriamo pochi, che vi chiedono 10 euro solo per l’ingresso perché devono coprire i costi”.
Anna Massone, che fino a pochi giorni fa si trovava in Sardegna per raccogliere le denunce dei cittadini contro la tassa sul lusso di Soru, ricorda che lì esistono pochi stabilimenti, che l’affitto dell’ombrellone costa pochi euro e che, se si vuole, si può accedere a moltissime spiagge libere. “Prendiamo l’esempio dalla Sardegna e riappropriamoci delle spiagge ricorrendo ad un piccolo incentivo che è anche la grande forza dei consumatori: lo sciopero! Proclamiamo lo…. sciopero del lettino! Se proprio dovete entrare in uno stabilimento balneare limitate al minimo i costi e prendete solo l’ombrellone.
Sciopero ad oltranza fino a settembre!!”
 
INFOSTAMPA      010 59 58 259             339 75 18 137