NON SI PUO' FAR MORIRE COSI' ELUANA ENGLARO

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NON SI PUO' FAR MORIRE COSI' ELUANA ENGLARO
 
1)       
COMUNICATO STAMPA NAZIONALE
6 FEBBRAIO 2009
 
 
 
NON SI PUO’ FAR MORIRE COSI’ ELUANA ENGLARO
 
Era mia intenzione non occuparmi di Eluana Englaro ed a lungo ho frenato i miei istinti ma ora mi è diventato impossibile farlo e chiedo scusa a chi sicuramente me ne vorrà.
So perfettamente che esprimendo il mio pensiero perderò forse il 50% dei consensi dei miei associati, ma ritengo che si debba avere il coraggio delle proprie azioni anche a discapito del consenso, ritengo che nella vita, specie se ci si occupa di tutela dei consumatori, dei cittadini, si debba decidere da che parte stare e chi difendere e non dare un calcio al cerchio ed uno alla botte (come chi prima difende, ad esempio, i fumatori per poi andargli contro per difendere i non fumatori solo per aumentare consensi e quote associative).
Sono al fianco di chi desidera che Eluana non venga fatta morire di inedia e spiego perché.
 
Ritengo innanzi tutto sia impossibile sapere con certezza se Eluana desideri morire o rimanere in vita, anche se in tale condizione, nella speranza di risvegliarsi un giorno e riabbracciare le suore che l’hanno accudita per tanti anni: per questo motivo occorre una legge che colmi il vuoto legislativo e quindi si al testamento biologico.
 
Non possiamo sapere se Eluana soffrirà togliendole l’alimentazione ed infatti i medici hanno già deciso di somministrarle degli antidolorifici (quindi il grande dubbio anche in loro esiste altrimenti che senso avrebbe somministrare tali farmaci?)
 
Trovo infine doveroso porre alcune domande:
 
1)                   Ma se Eluana non è in coma irreversibile ma vegetativo perché non vale la legge sugli espianti che prevede che deve essere lasciato morire di inedia solo chi è in coma irreversibile?
 
2)                   Chi è in coma vigile non può essere lasciato morire di inedia e tanto meno espiantato, contrariamente all’irreversibile dove è previsto tutto ciò dopo sole 6 ore dall’inizio del coma.
 
3)                   Che differenza c’è quindi fra coma irreversibile e coma vigile nel caso di Eluana? Eluana a quale appartiene allora?
 
4)                   Solo chi è in coma irreversibile viene considerato dalla scienza morto.
 
5)                   Eluana pur essendo in coma vegetativo viene trattata come se fosse in coma irreversibile (dove c’è necessità di macchinari per essere mantenuti in vita e che vengono staccati dopo sole 6 ore per motivi di costi), ma Eluana non ha bisogno di macchine non ha un costo e le suore l’assistono gratis, con amore.
 
6)                   Eluana apre gli occhi al mattino e li chiude per dormire. Eluana piange: piange perché vuole essere lasciata andare o perché ha paura che la vogliano abbandonare?
 
7)            Perché non è mai stata fatta vedere, perché come hanno fatto per gli altri nessuno l'ha mai ripresa?
 
 
E infine: espianteranno gli organi di Eluana?
 
E qui concludo per dare spazio all’intervista rilasciata da Margherita Coletta al giornale l’Avvenire.
 
Anna Massone
Presidente Nazionale Coordinamento VOGLIOVIVERE ……mi manda Anna Massone
 
L’AVVENIRE Riccardo Cascioli       4 FEBBRAIO 2009
 
Margherita Coletta, la vedovadi un carabiniere ucciso nell’attentato di Nassiriya (Iraq) il 12 novembre 2003, che negli ultimi mesi ha visitato più volte Eluana Englaro nella clinica di Lecco.
 
Dichiara “Lei è una donna. Una donna di trentotto anni: ha la mia stessa età. Ha il ciclo mestruale come ogni donna. Apre gli occhi di giorno e li chiude la notte. Respira benissimo e da sola, serenamente. Il suo cuore batte da solo, tenace e forte. Ci sono momenti nei quali forse sorride e altri nei quali forse socchiude gli occhi. Ma quanti sanno davvero che Eluana non è attaccata a nessuna macchina? Quanti sanno che nella sua stanza non c’è un macchinario, ma due orsacchiotti di peluche sul suo letto? Che non ha una piaga da decubito? Che in diciassette anni non ha preso un antibiotico?”.
Così ha parlato Margherita Coletta.
 
Ieri sera al TG1 abbiamo assistito al vertice di questa “danza del male”, con l’intervista al primario anestesista della clinica “La Quiete” di Udine, Amato Da Monte, l’uomo che ha coordinato la “deportazione” di Eluana dalla clinica della vita alla camera della morte. Di notte; l’habitat naturale del “principe delle tenebre”. Alla domanda della giornalista che chiedeva sulla possibile sofferenza di Eluana, Da Monte ha risposto: “Eluana è morta 17 anni fa”. Rileggiamo quanto detto da Margherita Coletta: risulta al professor Da Monte che le persone morte aprano gli occhi di giorno, sorridano, abbiano il ciclo mestruale, respirino senza problema, abbiano il cuore che batte autonomamente? E se è così convinto che Eluana sia già morta, perché pensa di somministrarle dei sedativi durante il procedimento di sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione?
Solo chi è morto dentro può capovolgere la realtà fino a questo punto. E proprio lui aveva detto all’inizio dell’intervista che vedendo Eluana per la prima volta si sentiva “devastato”, perché era così diversa dalle foto che da mesi scorrono in tv e sui giornali e che si riferiscono ad Eluana prima dell’incidente. Certo che è molto diversa, così come lo stesso dottor Da Monte è diverso rispetto a 17 anni fa. E’ ciò che accade ai vivi: si cresce, si invecchia. Dei morti, invece, dopo 17 anni restano soltanto le ossa. Ma per Da Monte, Eluana è morta 17 anni fa.
I militanti del Partito radicale e i loro avvocati che hanno spinto Beppino Englaro (dove lui stesso milita) a portare fino in fondo un atto che lo tormenterà fino alla fine dei suoi giorni.

E’ l’immagine dei tanti Ponzio Pilato che affollano gli scranni dei tribunali italiani - e non solo -, che davanti a una evidente invasione di campo di qualche giudice militante, si preoccupano soltanto di stabilire la legittimità formale delle sentenze: la frase è corretta, l’inchiostro è giusto, si proceda all’esecuzione. E ci si permetta qui di correggere il presidente Napolitano, che ha invocato subito una legge sul testamento biologico perché i magistrati della Cassazione si sono inseriti in un vuoto legislativo. Caro presidente, non c’era alcun vuoto legislativo in Italia a proposito di eutanasia: essa è vietata, punto e basta. I giudici hanno compiuto un vero e proprio colpo di mano, e l’unica legge buona sarà quella che impedirà ad altri giudici di perseguire la stessa strada.

E’ vero comunque che in tutta questa vicenda sono emersi anche segnali di speranza: abbiamo visto una grande mobilitazione di persone comuni sdegnate per questa barbarie, mobilitate nell’estremo tentativo di salvare Eluana. Segno che la sensibilità per la vita non è morta nel nostro popolo. E abbiamo visto anche dei politici fare il loro possibile per fermare la deriva di questa società, a cominciare dal ministro Sacconi e dal governatore della Lombardia Formigoni

Questo ci aiuta anche a vedere che la partita ancora non è finita. Abbiamo ancora tutti la possibilità di fare qualcosa.

E poi fare pressione con tutti i mezzi possibili: manifestazioni, ma anche lettere a giornali, tv. E soprattutto a coloro che stanno per alzare la mano su Eluana: i responsabili della clinica La Quiete e il Comune di Udine che ha fatto da ponte.
Per facilitarvi, ecco alcuni recapiti:
 
Clinica: 
indirizzo e-mail:
segreteria@laquieteudine.it
Per il  telefono telefonare a: Ufficio Segreteria dell'Asp "La Quiete", la
responsabile dell'ufficio è la sig.ra Barbara Duriavig, tel.  0432-8862216
oppure 0432-8862214, fax. 0432-26460

Comune:
indirizzo e-mail:
urp@comune.udine.it
Fax: 0432 - 271355
 
INFOSTAMPA 010 5958259   339 7518137