Secolo associazioni consumatori

24 febbraio 2008
a proposito di associazioni dei consumatori
a maggianilettere
Egregio dott. Maggiani, ho letto l'articolo relativo al costo delle
telefonate verso alcuni numeri della Codacons, la più famosa
associazione dei consumatori. Già avevate, tempo or sono, sollevato
detto argomento e quanto emerso non mi aveva sorpreso in quanto
conosco, per lavoro, abbastanza a fondo il mondo delle associazioni
dei consumatori. Ciò che dovrebbe essere detto ai consumatori è che le
associazioni in possesso di alcuni requisiti dettati dalla legge (
numero degli iscritti, anni di attività dell'associazione, ecc..),
ricevono fondi ordinari e straordinari dallo stato, dalla regione e
fondi dalla comunità europea per finanziarsi e per finanziare i c.d.
progetti che non si capisce bene in che cosa consistano e soprattutto
che fine facciano.
La domanda spontanea è: "come può una associazione che è finanziata
dallo stato tutelare i consumatori senza vincolo alcuno?" Sarebbe il
momento che si approfondisse il reale contributo statale, regionale e
europeo elargito a queste associazioni, e ribadisco solo ad alcune, e
si chiedesse conto di che fine fanno i vari progetti che vengono
lautamente finanziati con soldi di tutti noi cittadini e di cui
raramente se ne ha conoscenza. Ciò che penso è che alcune
associazioni, per così dire dei consumatori, hanno assunto un potere
tale che ritengo molto pericoloso perchè possono condizionare settori
interi di mercato con logiche assai poco chiare e ciò ne è prova il
fatto che alcune associazione candidano loro rappresentanti in partiti
che si presentano alle elezioni rimanendo vincolati agli stessi anche
nelle scelte delle battaglie da condurre. Vedremo cosa succederà con
le c.d. class action, strumento oltremodo pericolosissimo in quanto,
se concesso ad associazioni poco serie, può rappresentare quasi una
sorta di "ricatto" verso determinate industrie. La serietà delle
associazioni non è determinata dalle condizioni poste dalla legge per
accedere alla class action o ai finanziamenti pubblici, ma dalla
rettitudine dei suoi componenti e sul punto forse occorrerebbe porsi
qualche domanda.
La ringrazio per il tempo dedicatomi.
telefonate verso alcuni numeri della Codacons, la più famosa
associazione dei consumatori. Già avevate, tempo or sono, sollevato
detto argomento e quanto emerso non mi aveva sorpreso in quanto
conosco, per lavoro, abbastanza a fondo il mondo delle associazioni
dei consumatori. Ciò che dovrebbe essere detto ai consumatori è che le
associazioni in possesso di alcuni requisiti dettati dalla legge (
numero degli iscritti, anni di attività dell'associazione, ecc..),
ricevono fondi ordinari e straordinari dallo stato, dalla regione e
fondi dalla comunità europea per finanziarsi e per finanziare i c.d.
progetti che non si capisce bene in che cosa consistano e soprattutto
che fine facciano.
La domanda spontanea è: "come può una associazione che è finanziata
dallo stato tutelare i consumatori senza vincolo alcuno?" Sarebbe il
momento che si approfondisse il reale contributo statale, regionale e
europeo elargito a queste associazioni, e ribadisco solo ad alcune, e
si chiedesse conto di che fine fanno i vari progetti che vengono
lautamente finanziati con soldi di tutti noi cittadini e di cui
raramente se ne ha conoscenza. Ciò che penso è che alcune
associazioni, per così dire dei consumatori, hanno assunto un potere
tale che ritengo molto pericoloso perchè possono condizionare settori
interi di mercato con logiche assai poco chiare e ciò ne è prova il
fatto che alcune associazione candidano loro rappresentanti in partiti
che si presentano alle elezioni rimanendo vincolati agli stessi anche
nelle scelte delle battaglie da condurre. Vedremo cosa succederà con
le c.d. class action, strumento oltremodo pericolosissimo in quanto,
se concesso ad associazioni poco serie, può rappresentare quasi una
sorta di "ricatto" verso determinate industrie. La serietà delle
associazioni non è determinata dalle condizioni poste dalla legge per
accedere alla class action o ai finanziamenti pubblici, ma dalla
rettitudine dei suoi componenti e sul punto forse occorrerebbe porsi
qualche domanda.
La ringrazio per il tempo dedicatomi.
c. z.
stampa articolo